lunedì 21 agosto 2017

Juan Ruiz

ESSENDO TU L’AMORE

Essendo tu l’amore (immaginai),
appena mi guardasti e con dita
che indovinano il tempo toccasti
il presente suscitando un me
da me diverso (che con quel
minimo gesto te divenne, oh
perdendosi e trovandosi, nuovo
fato) nascesti dall’assenza,
pensiero unico a mostrare il
miracolo, sogno che non può
cambiare e correggersi mentre
rivive in te solo la parola
amore, tu essendo l’amore.


(inedita)

venerdì 18 agosto 2017

David Maria Turoldo

NON DITE MAI

Non dite mai cosa sia la vita:
un pozzo d’acqua sorgiva
nel deserto,
la ghirlanda di colori
intorno al collo dei colombi in amore
un raggio di luce nel buio di una cella
o il silenzio dell’alba
quando sorge la luce…

da Il grande male, Oscar Mondadori, 1992


mercoledì 16 agosto 2017

Juan Ruiz

COME AVERTI, TU LONTANA

Come averti, tu lontana, se l’estiva
vertigine del tempo ti nasconde
al desiderio, alle salive dell’amore?
E possederti se mi manchi?
Ti possiedo col ricordo e col sangue
che s’accendono quando ti penso.
Ti possiedo con la bocca affamata,
con le labbra, con la lingua lesta.
Ti possiedo in silenzio. Ti possiedo
con lo sguardo. Di più: con il pensiero.
Di più: con l’intenzione. Ti possiedo
con attesa e attenzione, con l’ansia.
Ti possiedo da lontano aspettando
il tuo ritorno, per riaverti e possederti
chino sulle tue labbra, nell’ardore
della penombra, nel fuoco del letto…

(inedita)

lunedì 14 agosto 2017

Francesco Paolo Memmo

NUGAE

Discorro di minime cose
di privati destini
ad esempio del miglio
da dare agli uccellini

Mento a me stesso nel sonno della mente

Mentre volano via le giornate
in forzato riposo
a me alieno
o in innocue battaglie
quanto meno

Oggi che la scrittura
non mi dà più piacere
anzi mi fa paura

*

Mi chiedo quale sia
e quale mai sarà
l’estrema unzione
l’estrema funzione
l’ultima poesia

il capitolo della
capitolazione

*

Vai piano, stai calmo, mi ripeto,
attento a non sbagliare, rifletti,
evita il trucco, scansa il tranello.

Ma poi dove la metti
l’ira, la rabbia, la sacrosanta
trasgressione del divieto,
l’inaudita voglia che m’agguanta
di vendicarmi a colpi di martello?

*

Geme un verso  sul fondo
della pagina

E se nelle sue sillabe
il segreto del mondo
si celasse?

Tu raccoglilo prima
che sia tardi
accompagnalo in rima
ad onta del ludibrio
come sopra un asse
sottile d’equilibrio


da “Cantrappunto”, bimestrale di poesia e arte, Piovan Editore, Novembre-Dicembre 1984

venerdì 11 agosto 2017

Juan Ruiz

TU NON ESISTI

Tu non esisti. Perché non ti vedo.
Questo dicono gli occhi, ma le mani
e le labbra ricordano tenere prove.
Sei vera e vieni e mi liberi dal dubbio
della tua inesistenza, liberandomi
così dal mio patire. A occhi chiusi
ti vedo e la voce, palpabile e densa,
combatte i miei dubbi per affermare
finalmente che esisti, che il patire
e il piacere mi accolsero e trattennero
redimendo col tatto anche il silenzio.

(inedita)


mercoledì 9 agosto 2017

Michele Colafato

BASHŌ E LA RANA

Un mattino il poeta Bashō
sentì una gran pace dentro
e invece di correre
a scrivere un haiku
si rilassò in quello che stava facendo
– stendere il bucato ad asciugare
sulla canna.
Fu in quel momento
che udì la rana tuffarsi
nel vecchio stagno: plof!

da AA. VV. Per una gentile compagna di viaggio, Dieci omaggi a Nancy Watkins, Fàmmera Edizioni, 2o17


lunedì 7 agosto 2017

Marco Caporali

CORPI SI OFFUSCANO

Corpi si offuscano alla distanza
nessun corpo fa ombra.
Sembra riposo lo stato d’allerta
per sentirsi più simili alle piante
e non cedere all’evidenza di coloro che se ne vanno
quando le nuvole assumono forma d’albero e gli alberi di nuvola.


da AA. VV. Per una gentile compagna di viaggio, Dieci omaggi a Nancy Watkins, Fàmmera Edizioni, 2o17

venerdì 4 agosto 2017

Edoardo Ferri

DI TE VORREI CAMBIARE

Di te vorrei cambiare
quelle mani tormentate
ma il tempo mi ha insegnato
che sono anch’esse canto
del tuo corpo impaziente
e lieve come la parola
preziosa delle tue caviglie.


(inedita)

mercoledì 2 agosto 2017

IL MADRIGALE

8 - Luigi Tansillo

Sol nacqui a tormentarmi
in questa valle d’ogni pena e doglia!
Ma chi di vita e libertà mi spoglia,
non voi, ch’io mi lamenti.
Fàllo sol, perché il duolo sia maggiore,
non sfogando l’ardore.
O vita piena di martìri e guai!
Io non cesserò mai
di dir: ch’è lieto sol chi more in fasce
ovver chi mai non nasce!