lunedì 30 maggio 2022

Francesco Dalessandro

 AGLI DEI DEL SERENO


 Grazie, dèi del sereno, del dono

di queste ore assolate e odorose

da spartire come il pane da gustare

come il nostro desiderio quando cresce

nutrito dalla smania, come in lei

ora un’intensa pena camminando

al mio fianco, ombra e sole tra i rami

e i suoi capelli, come in me nel sangue

arsura e sale se al pensiero balena

la luce del suo corpo quando nudo

disposto all’amore si offre nell’ora

in cui nessuno più transita umano

o animale e il silenzio è oro fuso

versato sul paese, come in noi

dopo l’affanno dolce stanchezza

e riposo nel sole che declina

 


venerdì 27 maggio 2022

Attilio Bertolucci

 LETTERA DA CASA

(inviando dei versi a Giorgio Bassani)


                                                              Qui è l'estate,

una sera dopo l'altra si aprono

le finestre per dare aria alle stanze,

allora riflettono gli specchi una campagna

che il cucù intermittente di lontano,

chi sa dove, immalinconisce.

Un alto carro di fieno si presenta

traballante, esce portandosi un ragazzo

perso nel raggio obliquo del tramonto

fra trofei verdi che già dolcemente

si piegano avvizziti. (Addio, addio,

uscito dallo specchio dove vai?

Oh, vicino, se si ode il tuo

parlottare indistinto, ma lontano

come se le nostre spoglie ormai

giacessero presso quelle che sono

chiuse nel muro sbiadito.)

Ora parla invisibile con uomini

che scaricano il carro nel fienile

e finito il lavoro lo isseranno

a quel rosone di mattoni tiepidi

che guarda verso la città distesa

in una vertigine di pianura aperta

nella sera.


da Le poesie, Garzanti, 1990

mercoledì 25 maggio 2022

Giorgio Bassani

 VERSO FERRARA


Questa è l'ora che vanno per calde erbe infinite

nel mio paese gli ultimi treni, con fischi lenti

salutano la sera, affondano indolenti

in sonni dove tramontano rosse città turrite.


Dai finestrini aperti il vino delle marcite

monta al madido specchio delle povere panche;

dei giovanili amanti scioglie le dita stanche,

fa deserte di baci le labbra inaridite.


da L'alba ai vetri, Einaudi, 1963

lunedì 23 maggio 2022

Edoardo Albinati

 RAGAZZE-STELLE


Ci sono ragazze splendenti come stelle che quando ti avvicini

si staccano i raggi di dosso, uno a uno, li ripiegano e

se li mettono in tasca. Tu sei una di quelle?

Leggi in autobus il Quartetto di Alessandria

abbracciata alla sbarra verticale, provi

a sottolinearlo con la matita, una ciocca di capelli

ti sfugge da dietro l'orecchio e le righe non vengono dritte

l'autobus arriva troppo presto a destinazione

i concetti restano a metà, sono freddolose le frasi

di lode alla luna che tramonta

ma tu non sei gelosa delle cose pallide

le cose bianche che fanno sognare.


da Sintassi italiana, Guanda, 2002

venerdì 20 maggio 2022

Massimo Morasso

 LA LOGICA INVERNALE DELLO SGUARDO


*

Ci sono stanze dove il sole

esplode. Fuori le foglie

sono grumi di polvere,

anche i colori cadono,

come dai fiori sul balcone le fragranze

esalano col tempo

perfino gli universi si

sgranano, si


staccano.


*

E' ancora lontana la pioggia,

benché il temporale stia scoppiando

alto sulla cruna del lampo, nell'azzurro

che scava sotto le nuvole

e sulla terra spacca le radici.

Io non penso che basti

tutta la mia fatica

a dire lo splendore di una rosa.


*

Con scatti e sarabande

si rincorrono fino alla palude,

e quand'è bello in capriole

sul filo dell'orizzonte

abbaiando scompaiono alla vista.

Certe volte ritornano

con tra i denti qualche topo

o altri roditori che non so

se hanno raspati fuori dalle tane

ancora vivi, agonizzanti.

Piano, sull'erba,

li lasciano andare

e per un po'

prima di finirli ci giocano.


da Le poesie di Vivian Leigh, Marietti 1820, 2005

mercoledì 18 maggio 2022

Gabriella Pace

LIBRO D'ORE,  III


Non per amore né per trasalimento

ti voltasti a guardare l'amata

sapevi che l'avresti perduta

con quel gesto puerile

fu il buio dell'inferno, il nulla,

l'ombra che tutto divora

a richiamarti indietro

incalzato dal fruscìo dei tuoi passi

un dubbio, un sussulto,

un ragazzo invogliato dal mondo dei vivi

ti voltasti e fu, per sempre,

finita.


da Libro d'ore, Edizioni Il Bulino, 2019

lunedì 16 maggio 2022

Silvio Raffo

 IL TACCUINO DEL RECLUSO


Il mio taccuino ha i bordi levigati

come il libello di Catullo netti.

Con cura annoto i versi appena nati

sulla pagina, belli e benedetti.


IX

Si congela il rigore dell'inverno

in calma sospensione adamantina.

Nel silenzio incantato ci avvisina

il costante contatto con l'Eterno.


X  -  (to yourself)

Prima che inaridisse il tuo germoglio

tu eri la mimosa sensitiva

che s'apre e si richiude senza orgoglio -

tu di tutte le linfe la più viva.


XI

Ben chiuse e sigillate le tue porte

che alla speranza sbarrano ogni ingresso -

Reame ti sei fatto di te stesso.

La clausura del cuore è pura Morte.


XVI

Trasumanare è l'unica avventura -

annullare del corpo ogni barriera -

del tempo valicare la frontiera.

Questa è dell'Infinito la misura.


XVII

Distilla di quest'intimo liquore

ogni goccia con fervida pazienza:

la gioia consapevole non muore,

si dissolve in perenne evanescenza.


da Il taccuino del recluso, InternoPoesia, 2021



venerdì 13 maggio 2022

Gabriella Sica

 L'ALTA LETIZIA, 7


Non deve finire e non finirà questa nostra festa

gioiosa. Di cosa ho paura? Morire è un'arte

non ho quest'arte magistrale ma il nascere conosco.

- Non mi nutri abbastanza! - Esplode il suono a sera.

Dacci il pane e il vino, il mistero e le parole giuste.

- Non c'è un frutto! - - Ma se si sta sempre a seminare! -

E' bufera è tempo che ci travolge? Il clima muta.

Spio sul liscio cucchiaio la vita riflessa la tempesta.

Scavano sgocciolano scintillano i nodi di pioggia

sui vetri... che percussione di gocce e di tasti

che tumulto di umori... tin tin... di note e lapilli.

In due è arsi e tesi un fare ombra e un fare luce

sì che m'appare la forma generale del paradiso

in terra soave ogni aspro peso e dolce l'alta letizia.


7 giugno 2008


da Poesie d'aria, InternoLibri, 2022

mercoledì 11 maggio 2022

Piero Bigongiari

 UN GLOBO DI FUOCO


Poco ho perduto, il senso dell'attesa,

l'incanto sotto l'altissima torre,

ma ho perduto tutto se il tuo sguardo

di lontano non scorge ch'io ti guardo

come un dardo che perda il suo traguardo.


La vita non si è arresa: in essa ardo

nella lenta distesa di ogni assenza:

tutto è presente, rea confessa, in essa

sotto le lunghe ciglia in cui il tuo occhio

nero annuncia che non vi è alcun ritardo.


Luceva in cielo un globo roteante

di fuoco. Era quel dardo vagabondo

che se ignora il traguardo e oltrepassa

ogni limite, trova che esiste,

come una spora, il luogo in cui consistere.


E forse è bene se qualcuno ignora

ciò che forse è infine inconoscibile,

e attende impaziente l'inattendibile,

se è vero che ciò che non sappiamo

aumenta il raggio dello stesso scibile.


Da quel globo gocce di fuoco cadono

davanti ai passi che si avvicinavano.

Era una sconosciuta, o tu, l'attesa?

Ma so che fu così che seguitò

l'enigma che ignora la sua resa.


29 dicembre '95


da Tra splendore e incandescenza, Pezzini Editore, 1996

lunedì 9 maggio 2022

Rita Iacomino

 UNA NOTTE


Così chiusa la notte

così barricata sugli argini dei fiumi.

Sola risplende di buio l'acqua per sciogliere i ponti.

Sola risplende la nostra distanza che il nero non colma.

Sola si spezza un'ombra che tra le altre m'impasta.

Sola pietà, stanchezza, estasi di un'aria compatta e tagliente.


da Cronache dalla sparizione del mondo, poemetto inedito

venerdì 6 maggio 2022

Francesco Dalessandro

 LA NUVOLA

                                           a D. 


Fermati amore solo privilegio

che mi resta e nello sguardo

mite sosta anche tu come la nuvola

candida e solitaria che fra i rami

sembra impigliarsi e invece passa indenne

e s’allontana, resta non smarrirti

nella fragranza del giorno che muore

languidamente estraneo

 

mercoledì 4 maggio 2022

Luca Benassi

 (via De Gasperis)


C'è un momento

nel buio raccolto degli occhi,

che la luce rompe ogni indugio,

nel rettangolo indiscreto

della finestra di cucina,

e il bianco è un ricordo d'acqua

un battesimo di polvere sospesa

che ti ritrova bimba.

Il sole scivola lieve sulle palpebre serrate

nell'attesa della pasticca delle dodici,

dell'abbraccio di un figlio

che ti attende

oltre la soglia dell'addio.


da Istruzioni per la luce, Passigli, 2021

lunedì 2 maggio 2022

Gabriella Sica

 SARÀ SVENTURA CHE SUL CORPO CADE

 

 

Sarà sventura che sul corpo cade

è il naturale modo

come a una pianta s’innerva il male

arido e fatale

è il ciclo vitale della natura

ecco subdolo si è nel corpo infliltrato

con scorie mescolato

e non con acqua o fuoco o terra

nell’ostile lungo lento sanguinare

il corpo-cuore

ha respiro di foglia al vento scossa.

 

 

Da Poesie d’aria, InternoLibri, 2022