mercoledì 31 maggio 2023

Francesco Dalessandro

AGLI DEI DEL SERENO

 

       

Grazie, dèi del sereno, del dono

di queste ore assolate e odorose

da spartire come il pane da gustare

come il nostro desiderio quando cresce

 

nutrito dalla smania, come in lei

ora un’intensa pena camminando

al mio fianco, ombra e sole tra i rami

e i suoi capelli, come in me nel sangue

 

arsura e sale se al pensiero balena

la luce del suo corpo quando nudo

disposto all’amore si offre nell’ora

in cui nessuno più transita umano

 

o animale e il silenzio è oro fuso

versato sul paese, come in noi

dopo l’affanno dolce stanchezza

e riposo nel sole che declina


 

 


lunedì 29 maggio 2023

Anna Settevendemmie

 VULNUS


originano da un vulnus, provano

a ripararlo.

L'ingiustizia rivela dell'uomo

il suo essere solo.

Per questo tendo la mano al cielo che

a volte ricambia.

Tocco i colori della città

sull'acqua che dicono

siamo lo stesso affresco.

Stesse case, chiese, campanili.

Se siamo rimasti se siamo

ancora qui, è anche per te.


da Spazialità. Scavi dell'avvocato Spaziale, peQuod, 2022

venerdì 26 maggio 2023

Rosita Copioli

 DA PERSO CALLE


O punto di luce nebulosa

da quale strada

remota mi incroci,

in me dismemorata

vanno gli anni rapinosi

in quale foce

luna

in quale ombra?


Solinga, eterna peregrina

amata

verso il vuoto

intatta luce

mi premi?

O verso l'aura

di una stella

verso l'aura celeste?


Favoleggiar ti piacque

cuore

amante degli amanti

ora aura

esalata

orma

del tuo candore,

luna.


da I fanciulli dietro alle porte, Vallecchi, 2022

mercoledì 24 maggio 2023

Alberto Bellocchio

ESTATE 2012 - DIARIO 


News

 

Notizie fresche.

I gatti sono già tornati!

Il paese è piccolo del resto, e Roberto

si è trasferito non così lontano. E loro

dal nuovo alloggio se la filano: una breve stradella,

la piazzetta, poi si infilano negli orti e di orto

in orto… sono qui di nuovo.

 

Negli anni in lungo e in largo il paese

hanno esplorato e non soltanto gli orti…

ma tetti e cantine, cortili… spesso li si incontra

trotterellare per umidi vicoli… non attaccano discorso,

sussiegosi ma sempre in movimento.

Però mica poi tanto. Pigri, del sonnellino virtuosi,

e assieme osservatori, annusatori, razziatori

di tane delle bisce di nidi degli uccelli. Così

me li ritrovo stamattina spalancando la porta

che introduce all’orto… miao/miao che vuol dire

dammi da mangiare e dopo immancabilmente

la passeggiata stanza dopo stanza, verificare

la poltrona, il sotto letto, annusare la cassetta

del mio gatto… un’attenzione speciale alla credenza.

Poi si stirano si allungano sulla pietra più fresca.

La “loro” casa, Itaca, passione/nostalgia;

a costruirsi delle tane non ci hanno mai pensato.

 

Insomma, sono qui di nuovo.

Ti terrò informato.


(segue)


da Dovuto al gatto rosso, Edizioni l'Erta, 2022


lunedì 22 maggio 2023

Alberto Bellocchio

 

ESTATE 2012 - DIARIO

 

Oggi Roberto ha traslocato.

Ha caricato letto e materasso, scodelle e casseruole,

la credenza e varie di cucina… e i quattro gatti.

Che sono: nerino, il gatto rosso, cenerella e il suo gemello

grigio… la nazione felina con la quale s’accompagna

il nostro milanese nella stagione estiva.

Questo mi ricorda le vacanze adolescenti

e le amicizie vacanziere… bande di contrada

insorte come per incanto all’aria e al sole…

i bagni al fiume, qualche modesta passeggiata,

lunghi segreti conversari, annusamenti…

ci si impregnava dell’intrigante piacere d’amicizia.

Poi il carro dell’estate concludeva il suo tragitto.

 

Per i gatti di Roberto accade proprio oggi,

che è il nostro primo giorno di vacanza! Due miao ed è finita.

E l’orto ora mi appare sterminato… una savana

desertificata, disertata… esodo, biblica transumanza…

 

E noi? Noi lo sapevamo, da sei mesi. Roberto

ce l’aveva anticipato. Sei mesi per elaborare/ruminare

il lutto, elevare cantici e compianti al Rosso, il campione,

detto anche “lo svedese”… a Nerino, la piccola

misterica pantera… Cenerella, battezzata Merry,

la tremenda, e il suo gemello grigio del quale

si diceva “sarà Lui o Lei”…

 

E il nostro? Se ne risente o meno, è presto dirlo.

Nessuno asociale più d’un gatto. Loro non hanno

fiere né mercati, non hanno in uso di cantare in coro i salmi.

Il numero o il sapere, per loro, sono una risorsa?

E chi lo sa! L’unione fa la forza?

Io non gliel’ho mai sentito miagolare.

Amico, ti terrò informato.

 

 

(segue)


da Dovuto al gatto rosso, Edizione Erta, 2016

venerdì 19 maggio 2023

Onofrio Lopez

 L’ALIANTE


Aliante improprio planavo

di notte sui respiri di ognuno

ansimi di cristallo come fosse

domani l’appena ieri rimosso.


Il buio d’estate odorava

del taglio cruento del grano

d’inverno l’oscurità si colmava

del macero dei cannicci di mele


e a primavera l’esodo ingordo

delle anguille novizie rivibrava

le scosse alle gambe provate

di giorno nell’acqua del borro.


Uno stato di grazia breve

fissato sull’onda d’epitomi vaghe

di melodrammi privi di testo

di pronostici senza scampo


urlati su aie maestre alle perfidie

d’infanti saltatori di fossi

liberi ancora per poco

di ritrovarsi in territori franchi.


I muschi sparsi una volta

tra le cave del monte sventrato

che ora incombe garante

sull’assenza di epifanie


tramandano di sé macchie

pietrificate epigrafi per chi

ripassa senza invito dove

il calcare si scioglie invisibile


nella gora silente di fianco

alla rèdola di nespoli rimasta

l’unico passaggio verso

il cancello dell’ultima chiusa.


2019/2023



mercoledì 17 maggio 2023

Alessio Brandolini

 LETTERE AL SILENZIO


Inseguo ogni sibilo e ogni insetto

nel torrido dell'estate. Pianeti

girano all'incontrario, separano

dal sorriso che porta via le persone più

care. Restiamo uniti dico abbracciandovi

e non l'uno contro l'altro. Con la testa

in una morsa scrivo lettere al silenzio

e lotto con le onde che devastano la tana.


Grida arrivano dall'alto, piovono dai tetti

delle case ben conservate: armadi scuri

e ampie poltrone, soffici letti. Le finestre

danno sul cortile, distilla poca luce

e sporca ma è la nostra luce! Da anni

lo stesso sogno: il timore blocca la corsa

fa sbattere la testa in tunnel e c'è chi spinge

chi si aggrappa alle mie spalle e dà la rotta

tirandomi i capelli. Uccelli beccano le note

più alte, ascolto senza l'affanno della fuga:

l'ultima lettera al silenzio la scriverò

più tardi camminando lentamente nel bosco.


da Il tuo cuore è una grancassa, La vita felice, 2022

lunedì 15 maggio 2023

Anna Settevendemmie

 IL TESTO SEGUENTE


Leggo il retro delle foglie, cerco

di liberarle, per questo mi sono

grate mi offrono frutti in ogni

stagione ma non possono

fare a meno di sottrarsi


Ho scelto con cura la posizione.

Un angolo col muro perimetrale

a protezione.


Ma il retro delle foglie nasconde

il suo stato dice accontentati

del lato rivolto al sole.

Mantieni il segreto.


da Spazialità. Scavi dell'avvocato Spaziale, peQuod, 2022

venerdì 12 maggio 2023

Francesco Dalessandro

 SADE IN FUGA VERSO ROMA

 

Alla fine del Settecento, un viaggiatore d’eccezione

attraversava la campagna romana

lungo la via Cassia (che, insieme alla Flaminia,

era una delle due normali vie d’accesso a Roma

percorse da coloro che scendevano dal Nord).

Quel viaggiatore, in fuga in Italia

con la giovane cognata, era il marchese De Sade,

che così descrive nel suo Voyage d’Italie

l’approssimarsi a Roma: «Volendo avere

di giorno il colpo d’occhio dell’entrata in questa

capitale del mondo, mi fermai a dormire

in una misera stazione di posta chiamata Baccano…

Più di sei miglia prima d’arrivare a Roma,

si vede la cupola di San Pietro che si eleva

sopra tutto…

Il sangue è vile in quei pressi e i contadini

sono rozzi e piuttosto volgari. Da quella distanza

si può vedere qualche antico monumento

sparso nella pianura e lungo la strada».

Gli innumerevoli resoconti che descrivono il viaggio

verso la Città Eterna,

mischiando spesso verità e immaginazione,

ci permettono solo d’immaginare, appunto,

il deserto in cui il governo pontificio

aveva ridotto la campagna a nord di Roma.

Solo poche testimonianze riuscirono a squarciare

la nebbia del mito e a vedere la miseria

che, come gramigna, era nata dalle vestigia

d’un glorioso passato. Quella di De Sade fu una delle prime.

 

mercoledì 10 maggio 2023

Giselda Pontesilli

 NOI CONOSCIAMO DOPO UN TEMPO IL LIETO


Noi conosciamo dopo un tempo il lieto

annuncio d'altro, nuovo e più antico:

ogni persona, ogni voce, ogni sguardo

è come per incanto ad esso intento,

come inaudito; a noi non è possibile

altro tempo che luminosa vita,

la riuscita di lei che s'avvicina,

che fa commossi, gravi, pensierosi

di perderla; ma non è solo a noi

che s'avvicina, non è per nostro merito

se intorno tutto già si compone,

se poco fa nascosti silenziosi

ora veniamo fatti educatori

da giovani gentili inaspettati.


da Novalis o Europa, Giuliano Ladolfi Editore, 2020

lunedì 8 maggio 2023

Giselda Pontesilli

 ACCOMPAGNATI SIAMO IN OGNI DOVE


Accompagnati siamo in ogni dove

e certi del sostegno, forte pegno

di nostra fede ritrovata, antica

ostaggio lieto dell'eterno tempio


a cui di larghe piane, di tepori

d'essere esempio siamo debitori

e degli affreschi, degli antichi ori

che ancora adorneranno la cappella


la primavera renderà la terra

saggia, compita, una nuova riuscita

veloce ormai s'approssima, già arriva


accolgono le genti sul sagrato

nuovo tepore, al loro lieto ardore

noi timidi esultanti ci inchiniamo.


da Novalis o Europa, Giuliano Ladolfi Editore, 2020

venerdì 5 maggio 2023

Giselda Pontesilli

 DEL LUMINOSO TEMPO 


Del luminoso tempo che è alle porte

della nostra città che già di sé

rinnova, meravigliosa, omaggio

a terra e cielo, del lieto canto

che l'anima riposa, noi siamo fatti

per antico nodo di vassallaggio

popolo, onore; trema il cuore

al suo arrivo, è quasi affranto

di perderlo, d'essere immeritevole,

ma poi ad ogni passo è certo

il suo sostegno, se mille volte cado

mille volte mi solleva il segno

del suo aiuto, e con coraggio allora,

come lieto ostaggio, gli vado incontro.


da Novalis o Europa, Giuliano Ladolfi Editore, 2020

mercoledì 3 maggio 2023

Giselda Pontesilli

 LA LUNGA ESTATE IL PENSIEROSO AUTUNNO


La lunga estate il pensieroso autunno

il freddo eppure caro inverno, poi

noi, e in ogni tempo tutto, e tutto

portato a compimento; ora anche noi

siamo venuti a farci omaggio al mondo,

ad essere concordi con il tempo

sempre atteso, vivo e presente all'anima,

e in una piazza a forma di mantello,

nel modello scolpito, sulla terra

e nei cieli; veli noi siamo, popoli

affranti quando in noi la sua immagine

s'oscura, e quando brilla nell'aria,

quando i campi d'intorno fa esultanti,

torniamo a meritare primavera.


da Novalis o Europa, Giuliano Ladolfi Editore, 2020

lunedì 1 maggio 2023

Giselda Pontesilli

 COME FA CHIARO IN NOI


Come fa chiaro in noi, così noi siamo

portati in un sol giorno a grande altezza

e un borgo antico, una campagna mesta

soccorriamo, al cui risveglio e al nostro


è grande festa; come in pianura

come in lieta brezza di primavera

andiamo in un sol giorno oltre le Alpi

a trovare in amico che ci aspetta.


Oh! dolce vivere, dolce parlare

ed essere concordi con quel sempre

che è a noi passato, futuro, presente.


Come una sola anima la terra

allora è nuova e ovunque di sé trova

immagine diversa, risplendente.


da Novalis o Europa, Giuliano Ladolfi Editore, 2020