Visualizzazione post con etichetta Douglas Dunn. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Douglas Dunn. Mostra tutti i post

venerdì 29 aprile 2022

Douglas Dunn

 I MIEI DIARI SONO GIORNI


I miei diari sono giorni,

Giorni di carne e realtà. Il calendario

Ricorre perdirci chi siamo,

O eravamo, per lodare o biasimare.

Ecco, quel giorno arriva

Di nuovo. La finestra è pietra umida

In cui è impossibile guardare. Luce e sole,

Senza alcun riflesso, un terreno liscio,

Che slitta su uno spazio vetroso.

Rabbrividisco al ricordo,

E da una vita mancata, una crescita spezzata

Scolpisco la mia folle poesia.

Il cancro non è una metafora.

Una lastra lucente di pioggia sulla betulla alla finestra

In questa giornata soprannaturale di marzo,

Assottigliata, fatta crepuscolo, finanche stella lucente,

Fredda e pietosa.


Traduzione di Marco Fazzini

da Elegie, Elliot, 2022

mercoledì 20 aprile 2022

Douglas Dunn

 TURSAC


Un piacere sussurrato tra un sorriso assai baciato.

"Oh, cullami deciso, ma a ritmo gentile!"

L'amore mio aveva voglie lussuriose, e stile.

Decoro aveva, e la grazia era la sua preferita

Perché quell'arguzia era una gran virtù,

Convinta che una condotta giusta avesse fascino

O sembrasse giusta a una vista istruita, e non così tanto

Se non durante quelle settimane in Francia

Perfezionata all'interno d'un'eleganza contadina,

Quelle notti che stanno dentro un erotico ricordo.

Chiamo quella casetta la nostra Thébaïde

(Il francese letterario!), e la vedo sorridere,

Poi la odo nell'apice del suo stile sardonico:

"Scrivi di me, non di ciò che ami leggere".


Traduzione di Marco Fazzini


da Elegie, Elliot 2022