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venerdì 18 settembre 2015

Guillaume Apollinaire

NEVICATA

Angeli angeli in cielo
uno è vestito da ufficiale
uno è vestito da cuoco
e gli altri cantano

Bell’ufficiale che color cielo hai,
la dolce primavera tempo assai
dopo Natale
medaglia ti farà con un bel sole
con un bel sole

Il cuoco spenna le oche
ah cadi neve cadi
e perché io dunque non ho
la cara mia tra le braccia


Traduzione di Eurialo De Michelis

da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

venerdì 11 settembre 2015

Guillaume Apollinaire

L’ADDIO DEL CAVALIERE

Dio mio com’è bella la guerra
coi suoi canti i lunghi riposi
Quest’anello l’ho molato io
Si mesce il vento ai tuoi sospiri

Addio! Ecco già il buttasella
Scomparve al voltar del cammino
e morì laggiù che ancora ella
rideva al meraviglioso destino


Traduzione di Eurialo De Michelis

da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

venerdì 21 agosto 2015

Guillaume Apollinaire

ALLA SANTÉ

V

Come lente passano le ore!
Al passo di un funerale

Tu piangerai quest’ora in cui tu piangi
che troppo in fretta passerà, eguale
a tutte le ore che passano

VI

Della città odo i suoni, e prigioniero
senza orizzonte nulla vedo tranne
un cielo ostile e nude le pareti
della prigione

Il giorno se ne va, ecco si accende
una lampada dentro la prigione
Noi siamo soli dentro la mia cella
luce tu bella, tu cara ragione

Traduzione di Eurialo De Michelis

da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

mercoledì 19 agosto 2015

Guillaume Apollinaire

ALLA SANTÉ


III

Dentro una fossa vado come un orso
ogni mattina a passeggiare
Giriamo sempre giriamo giriamo
e una catena (il cielo è blu) facciamo
Dentro una fossa come un orso vado
ogni mattina a passeggiare

Nella cella ch’è a muro con la mia
fu aperta l’acqua e scorre via
Con le sue chiavi che fa tintinnare
vada e venga la guardia se gli pare
Nella cella ch’è a muro con la mia
fu aperta l’acqua e scorre via

IV

Come fra queste mura m’intristisco
nude e dipinte a pallidi colori
Sulla carta una mosca a fitti passi
percorre le mie righe ineguali

Che ne sarà di me Dio che conosci
il mio dolore Tu che me l’hai dato
abbi pietà degli occhi miei che senza
lacrime sono, e il mio pallore, e il suono
del mio sgabello incatenato,
e tutti i cuori che nella prigione
battono, e l’amor mio che mi accompagna,
soprattutto pietà della ragione
che mi cede, già debole, e di questa
disperazione che la guadagna


Traduzione di Eurialo De Michelis


da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

(segue)

lunedì 17 agosto 2015

Guillaume Apollinaire

ALLA SANTÉ


I

Prima di entrare in cella necessario
fu di mettermi nudo
E che lugubre voce urla “Guglielmo
cosa sei divenuto”

Lazzaro che entra nella tomba invece
di uscirne com’ei fece
Addio addio canoro girotondo
o miei anni o fanciulle

II

No qui dentro più non mi sento
d’esser io me medesimo
Il numero quindici sono
reparto undicesimo

Attraverso l’appannamento
dei vetri filtra giù il sole
Saltimbanchi fan sui miei versi
i raggi le capriole

E ballano sopra la carta
mentre il mio cuore ascolta
qualcuno che batte col piede
la volta

Traduzione di Eurialo De Michelis

da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

(segue)