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mercoledì 11 maggio 2011

Henri Cole

AUTORITRATTO CON GATTI

Andando a stendere la biancheria, visito i gatti.
«Non appartengo a nessuno» insiste Yang, pesantemente.
«Yang» rispondo, «non capisci niente».
Yin, una soriana arancione, concorda,
ma antepone la gentilezza alla rigida verità.
La ammiro ma vorrei che non idolatrasse
chi la vittimizza. È capitato anche a me.
Il suo silenzio è pungente quando Yang sfrega
il brutto corpo tartaruga addosso a lei,
stesa nel mio cosmo. «Non mi dà fastidio, davvero»
dice con le fusa, gli occhi orizzontali, la bocca
un sorriso ionio, le zampe nobilmente incrociate
sul davanti, un modello di Nirvana felino:
«Lesinando il suo affetto, mi ha fatta più forte».

Traduzione di Massimo Bacigalupo
da Autoritratto con gatti, Guanda, 2010

mercoledì 30 marzo 2011

Henri Cole

CAMELIA NERA
(da Petrarca)


O cameretta, con quattro tatami e mezzo
e porte di carta scorrevoli, che già fosti un luogo
bianco, traslucido, dove vivere in raffinata povertà,
cosa sei diventata se non un bagno d’acqua che scotta?
O materassino, che ti avvolgevi intorno a me
all’alba mentre svanivano i sogni inconclusi,
cosa sei diventato se non una portantina rosso sangue
di piume strappate e seta lasciata nel sole a prendere aria?
Sarchiando il giardino, potando rape, sorseggiando tè
in mancanza di vino, fuggo il mio amore segreto
e il verme della mente. (Questa è una poesia.
Un tavolo? No, una poesia. Sono forse una ragazza?)
Cerco il volgo macellaio che un tempo odiavo,
per la troppa paura di ritrovarmi solo.

Traduzione di Massimo Bacigalupo
da Autoritratto con gatti, Guanda, 2010