Visualizzazione post con etichetta Marco Caporali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marco Caporali. Mostra tutti i post

venerdì 4 aprile 2025

Marco Caporali

 LETTERA DA CASPERIA



Avevi in corpo la vita
e non avevi abbastanza forza da conservarla.
Non ci sarebbero stati
neppure i passi stenti
né il fiato liberato da una maschera.
Hanno cambiato la disposizione della nostra stanza.
Non resta nulla di quel lato in ombra
da cui si torna alla luce del sole.
Troppo concedevi di te durante il giorno
per non ritrarti al buio in una tua dimora
inaccessibile. Eravamo concordi
a separarci la notte alle porte
perché non entrassero stranieri a disfarci.
Resta comunque indelebile l’impronta del tuo corpo in queste 
                                                                                       /mura,
il calco dove imprimere la forma della tua mancanza.


Da Alla fine del solco, Empiria, 2007

mercoledì 2 aprile 2025

Marco Caporali

 QUANDO S'APRONO INTESE 


Quando s’aprono intese                            

tra le lingue non muta che il suono , 

una quieta confidenza prende corpo 

e parole inaccessibili concedono 

la chiave che ad altri le schiude.


da Il borgo dell'accoglienza, in stampa presso Il Labirinto, Roma 

lunedì 31 marzo 2025

Marco Caporali

 

IL PONTE DEI VENTI


Se assecondi le cose che accadono
la vita non ti esclude
e si ritrae il timore dell’inaspettato.
L’aria che circola fuori le mura
ti stana e libera dall’abituale assedio
e ti fai tramite di storie d’altri
che insieme passano quel valico per compiersi.

Da Alla fine del solco, Empiria, 2007

mercoledì 10 gennaio 2024

Marco Caporali

QUANDO S'APRONO INTESE 


Quando s’aprono intese                            

tra le lingue non muta che il suono , 

una quieta confidenza prende corpo 

e parole inaccessibili concedono 

la chiave che ad altri le schiude.


da Il borgo dell'accoglienza, in stampa presso Il Labirinto, Roma 

lunedì 5 dicembre 2022

Marco Caporali

 QUANDO S'APRONO INTESE


Quando s’aprono intese    

tra le lingue non muta che il suono,

una quieta confidenza prende corpo                                        

e parole inaccessibili concedono

la chiave che ad altri le schiude.                                                                                                         



da Il borgo dell'accoglienza, raccolta di prossima pubblicazione presso le Edizioni Il Labirinto, Roma

venerdì 13 dicembre 2019

Marco Caporali


A UN SIMPOSIO SUL NOSTRO FUTURO


A un simposio sul nostro futuro
un esule greco avvertiva:
perché di te non restino
solo rovine
lascia crescere Europa i tuoi fiori selvatici.


da Forse un altrove. Ipotesi di viaggio attraverso la poesia
antologia di prossima pubblicazione presso “Il Labirinto”

venerdì 24 maggio 2019

Marco Caporali

VILLAGGIO BRETONE

Si affacciano il faro le porte le mura
tra il tenue azzurro di cielo e mare.
Quel che accade oltre il chiuso orizzonte
non è dato sapere. Qui non c'è che una tinta
a ribadire il susseguirsi uguale
di vie disabitate, la distesa di ghiaia
dove le barche trascinate in secco
più non subiscono le insidie dell'acqua.
La fonte della quiete è il movimento,
l'arbitrio di un tratto di penna
che cita un elemento del paesaggio
e ignora il limite prescritto dalla forma.

da La vita inoperosa, Empiria, 2019

venerdì 19 aprile 2019

Marco Caporali

SUL FILO DELL'ACROBATA

V

Abiti la casa in cui ti perdi,
vedi l'aperto dove più non vedi.

*

La forma della casa, impenetrabile
s'innerva nella vita che vi abbiamo dissipato.
Talvolta invece, come un'improvvisa
rivoluzione, rivela il segreto.


da La vita inoperosa, Empiria 2019

lunedì 7 agosto 2017

Marco Caporali

CORPI SI OFFUSCANO

Corpi si offuscano alla distanza
nessun corpo fa ombra.
Sembra riposo lo stato d’allerta
per sentirsi più simili alle piante
e non cedere all’evidenza di coloro che se ne vanno
quando le nuvole assumono forma d’albero e gli alberi di nuvola.


da AA. VV. Per una gentile compagna di viaggio, Dieci omaggi a Nancy Watkins, Fàmmera Edizioni, 2o17

lunedì 9 aprile 2012

Marco Caporali


IL PONTE DEI VENTI


Se assecondi le cose che accadono
la vita non ti esclude
e si ritrae il timore dell’inaspettato.
L’aria che circola fuori le mura
ti stana e libera dall’abituale assedio
e ti fai tramite di storie d’altri
che insieme passano quel valico per compiersi.




Da Alla fine del solco, Empiria, 2007

venerdì 9 marzo 2012

Marco Caporali


LETTERA DA CASPERIA


Avevi in corpo la vita
e non avevi abbastanza forza da conservarla.
Non ci sarebbero stati
neppure i passi stenti
né il fiato liberato da una maschera.
Hanno cambiato la disposizione della nostra stanza.
Non resta nulla di quel lato in ombra
da cui si torna alla luce del sole.
Troppo concedevi di te durante il giorno
per non ritrarti al buio in una tua dimora
inaccessibile. Eravamo concordi
a separarci la notte alle porte
perché non entrassero stranieri a disfarci.
Resta comunque indelebile l’impronta del tuo corpo in queste 
                                                                                       /mura,
il calco dove imprimere la forma della tua mancanza.


Da Alla fine del solco, Empiria, 2007