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lunedì 30 aprile 2012

Marianne Moore



SILENZIO

Mio padre era solito dire:
«Una persona superiore non fa mai visite lunghe,
né vuole vedere la tomba di Longfellow
o i fiori di vetro di Harvard.
Sicura di sé come il gatto –
che trascina la preda in un angolo,
la coda del topo gli pende dalla bocca come un laccio da scarpe –
ogni tanto gradisce la solitudine
e può restare senza parole
se ascolta un discorso che gli piace.
Il sentire più profondo si rivela sempre in silenzio;
non in silenzio, ma con discrezione».
E non era meno sincero se diceva: «Fate di questa casa il vostro albergo».
Ma non sono residenze, gli alberghi.




Traduzione di Francesco Dalessandro

da Complete Poems, Faber and Faber, London-Boston, 1984

lunedì 27 febbraio 2012

Marianne Moore


A UNA LUMACA

Se «la concentrazione è la prima qualità dello stile»,
tu la possiedi. Contrarsi è una virtù
com’è una virtù la modestia.
Non è l’acquisto d’una cosa qualsiasi
che sia solo ornamentale
o la qualità secondaria che accompagna
qualcosa di ben detto
che apprezziamo nello stile,
ma il principio nascosto
nell'assenza di piedi, «un modo per concludere»;
«una conoscenza di princìpi»,

nel curioso fenomeno del tuo corno occipitale.







Traduzione di Francesco Dalessandro







Complete Poems
, Faber and Faber, London-Boston, 1984
















venerdì 10 febbraio 2012

Marianne Moore


LA POESIA


Non piace neanche a me: ci sono cose ben più importanti di tutte quelle astruserie.
    Eppure, con tutto il disprezzo possibile, leggendola, uno scopre
    che dopotutto c'è in essa qualcosa di autentico.
        Mani che possono afferrare, occhi
        che possono spalancarsi, capelli che possono drizzarsi
            se serve: e queste cose non sono importanti


perché è possibile spiegarle in modo pretenzioso ma perché sono 
    utili. Quando sono così elaborate da diventare incomprensibili
    si può dire lo stesso di ognuno di noi, che non
        ammiriamo quel che
        non riusciamo a capire: il pipistrello
        appeso sottosopra o in cerca di qualcosa da


mangiare, elefanti al lavoro, un cavallo selvaggio che si rotola, il lupo infaticabile
    sotto un albero, il critico irremovibile che rabbrividisce come un cavallo quando
                                                                                                                        /sente 
    una pulce, il tifoso di base-
        ball, l'esperto di statistica,
        senza escludere «documenti d’affari e


libri scolastici»; tutti fenomeni importanti. Eppure una distinzione
    va fatta: se sono dei mezzi poeti a metterli in risalto, il risultato non è poesia,
    né lo sarà finché i poeti tra noi non diventeranno
            «letteralisti del-
            l’immaginazione», superiori
            a insolenza e volgarità e non offriranno


al nostro esame «giardini immaginari con veri rospi dentro»
    Ma intanto, se per un verso vuoi
    la materia prima della poesia in
        tutta la sua crudezza e 
        per un altro quel che c'è
            di autentico, beh, allora t’interessa, la poesia.


Traduzione di Francesco Dalessandro



Complete Poems, Faber and Faber, London-Boston, 1984