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lunedì 19 gennaio 2015

Pierre de Ronsard

A CASSANDRA

Ciumachè, ’nnamo a vede si la rosa
ch’aveva operta ar sole stammatina
la su’ vesta de porpora odorosa
sta a perde co la sera ch’è vecina
le pieghe de la su’ vesta vermija,
er colorito ch’ar tuo rassomija.

Lo vedi, ciumachè? Che ciavrà messo 
la su bellezza a pèrdese pe’ tera
e a scomparì? Mesà che la natura
ciè matrigna davero si mo adesso
quer fiore profumato manco dura
da la matina fin’a che viè sera.

Perciò me devi crede, ciumachè,
fin’a che verde fiorisce l’età
coji, ricoji la tu’ giovenezza
perché doppo comincia l’invecchià 
e poc’a poco tutta la bellezza 
come ar fiore sfiorisce pur’a te.

Traduzione in versi romaneschi di Francesco Dalessandro

mercoledì 7 dicembre 2011

Pierre de Ronsard


QUANDO, VECCHIA, LA SERA

Quando, vecchia, la sera filerai seduta
accanto al fuoco a lume di candela,
ripetendo i miei versi dirai meravigliata:
mi ha cantata Ronsard, quand’ero bella.

Con te non avrai serva che sonnecchi
vinta dalla fatica che udendo le parole
e il nome di Ronsard non riapra gli occhi
e sveglia benedica il tuo per le mie lodi.

Io sarò già un fantasma che riposa
senz’ossa in terra sotto i mirti ombrosi
e tu vecchia e incurvata al focolare

rimpiangerai l’amore che sdegnasti ritrosa.
Vivi oggi, ascoltami, non aspettare
domani, cogli adesso le rose della vita.


Traduzione di Francesco Dalessandro

Da Oeuvres completes, Gallimard, 1993


A parte Alla sua donna ritrosa di Andrew Marvell, pubblicata il 4 aprile, la poesia di Yeats del 6 aprile e quella di Lorenzo Stecchetti pubblicata lunedì scorso, sono entrambe imitazioni di questo famoso sonetto di Pierre de Ronsard.
E dopo la vecchiaia? Si sa... Ecco, allora, E. E. Cummings che scrive When thou art dead. Lo leggerete venerdì.