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venerdì 18 luglio 2025

Attilio Lolini

 I GIORNI RAPPRESENTATI


[…]

Stamattina mi sono alzato
sbadigliando, senza voglie
oppresso da indecifrabili
malesseri,

vedessi il mio volto
mutato
i capelli grigi
l’orrenda vecchiaia che rapida
disegna e ricama.

Rido sempre più stupidamente
e dell’intelligenza non so che farmene

ordino nella stanza i libri
dei poeti nostri coetanei
che come stupide scimmie
s’assomigliano tutti.

La primavera, lo sai
sta fiorendo
detestabile stagione
che scacciò l’inverno amico
la mortale primavera
che oscenamente s’agghinda
smaltando di luce
la scena…

venerdì 11 agosto 2023

Attilio Lolini

 RISCRITTURE


Scuro è il vulcano

una città

di orribili notti

di anni svaniti.


Legato a quel destriero

dagli occhi senza palpebre

che si chiama rimorso.


                        (Riscrittura da Malcolm Lowry)



Ora ho dimenticato tutto quello

che pareva così profondo e caro.

I rododendri come collinette

di vetro colorato a Kew.


Lo stagno è coperto

di piccoli aculei bianchi...

s'increspa, onde nere lo solcano,


Pioggia a rovesci

le foglie del giglio

si piegano a terra

un rosso fiore galleggia


una subitanea ombra

vela il sole riapparso


Bacche rosse sulle siepi

rosso cupo su Asheham.


                                 (Riscrittura da Virginia Wolf)


Negli anni Novanta del secolo scorso si pubblicava, a Catania, una piccola rivista letteraria, «Via Lattea», diretta da Benedetto Macaronio (direttore responsabile era Claudio Fassari). La redazione era composta da Luigi Amendola, Alberto Cappi, Salvatore Cataldo, Alessandra Giappi e Renato Pennisi.

Da «Via Lattea» ripropongo alcuni testi significativi.

mercoledì 11 luglio 2018

Attilio Lolini


I GIORNI RAPPRESENTATI

[…]

Stamattina mi sono alzato
sbadigliando, senza voglie
oppresso da indecifrabili
malesseri,

vedessi il mio volto
mutato
i capelli grigi
l’orrenda vecchiaia che rapida
disegna e ricama.

Rido sempre più stupidamente
e dell’intelligenza non so che farmene

ordino nella stanza i libri
dei poeti nostri coetanei
che come stupide scimmie
s’assomigliano tutti.

La primavera, lo sai
sta fiorendo
detestabile stagione
che scacciò l’inverno amico
la mortale primavera
che oscenamente s’agghinda
smaltando di luce
la scena…

da: Gianni D’Elia, Interludio, Quaderni di Barbablù, Siena 1984


lunedì 1 luglio 2013

Attilio Lolini

DEDICA

Figure ondeggianti che un giorno appariste
ai miei occhi turbati, perché nuovamente
vi avvicinate? Da nebbie e vapori salite
verso di me. Il mio giovane cuore è commosso.
Un soffio incantatore vi circonda, immagini
di giorni sereni risorgono.

Ma anche il dolore si rinnova, il rimpianto
traversa tutta la vita: ripete i nomi dei buoni
che defraudò delle ore felici: gli scomparsi, gli assenti;
le anime per le quali intonai i primi canti.
Ora gli amici sono lontani, dispersi
la sofferenza s’espande verso la folla ignota.

Nostalgia e desiderio mi traggono
verso quel muto mondo degli spiriti,
un brivido m’afferra, le lacrime si sciolgono
e il duro cuore s’allieta dolcemente. Ciò che era
scomparso riprende vita e realtà.

(da Goethe)

da Carte da sandwich, Einaudi, 2013