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lunedì 28 dicembre 2020

Carl Sandburg

LA NEBBIA


Io sono la nebbia, l'impalpabile nebbia,

Dietro alle cose che cercate.

Le mie braccia sono lunghe,

Lunghe quanto la portata del tempo e dello spazio.


Qualcuno si sforza disperatamente, credendo,

Guardando di tanto in tanto il mio volto,

Cogliendo un'antica gloria vitale.


Ma nessuno mi oltrepassa,

Io li avviluppo e intrappolo tutti.

Io sono la causa della Sfinge,

La Sfinge muta, confusa e paziente.


Io c'ero al principio delle cose,

Io ci sarò alla fine.

    Io sono la nebbia primordiale

    E nessun uomo mi oltrepassa;

    Le mie lunghe braccia impalpabili

    Sbarrano la strada a tutti.


Traduzione di Franco Lonati


da Chicago Poems, Sedizioni, 2017

mercoledì 20 luglio 2011

Carl Sandburg

SALMO PER COLORO CHE ESCONO PRIMA CHE SIA GIORNO


Il policeman compra le scarpe con lentezza e attenzione; il caposquadra compra i guanti con lentezza e attenzione; essi hanno cura dei loro piedi e delle loro mani; essi vivono dei loro piedi e delle loro mani.
Il lattaio non discute mai; lui lavora solo e nessuno gli parla; la città dorme quando lui è sul lavoro; posa una bottiglia di latte su seicento verande e lo chiama il lavoro d’un giorno; s’arrampica per duecento scale di legno; due cavalli gli fanno compagnia; egli non discute mai.
Gli operai delle acciaierie sono fratelli delle ceneri; essi vuotano dalle loro scarpe la cenere, dopo il lavoro quotidiano; essi chiedono alle loro mogli di cucirgli i pantaloni bruciati sulle ginocchia; i loro colli e le loro orecchie sono coperti di sudicio; essi si lavano il collo e le orecchie; essi sono fratelli delle ceneri.


Traduzione di Attilio Bertolucci

da Attilio Bertolucci, Imitazioni, Libri Scheiwiller, 1994