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venerdì 26 luglio 2024

Carles Riba

ELEGIA XII

INVIO


Sotto la nobile tenerezza distesa degli alberi di Francia,

   pensieroso lungo il corso dei suoi fiumi giusto e fedele,

volli dare all'abbondanza del cuore una regola antica

   che l'accordasse al pudor della voce.

Senza me giungerete alla patria in attesa, elegie:

   da dolore a dolore l'impazienza vi spinge.

Erato, più moderata, lo straniero perdona se l'onda

   è montata talora sui tuoi numeri austeri.


Traduzione di Giuseppe E. Sansone

da Elegie di Bierville, Einaudi 1977



mercoledì 24 luglio 2024

Carles Riba

 ELEGIA I


Era segreto il cammino, favoloso di tristezze divine,

   fino alle acque viventi che mi ricordarono un nome,

oh ineffabile! e una piana maniera silente

   di raddolcire il pensiero per grazia tenace.

Libere in cielo, le fronde avevan reso alla terra

   la primavera trascorsa, molle e dorata umilmente;

il mio passo, esiliato da tanti ieri d'allegria,

   vi ha consolato l'affanno che dall'inverno dormiente

mi lanciava verso un aprile incerto, ah! come se avesse

   ogni uomo la pace e io solo fossi l'errante.

Sogni per me solamente in presagio e in figura!   

   Vi si conosce l'anima, già non è sola in attesa;

nel parco fremente dove sembra che stia per rinascere

   non so qual iddio trapassato, figlio della fonte e del verde.


Traduzione di Giuseppe E. Sansone

da Elegie di Bierville. Einaudi, 1977

mercoledì 2 marzo 2011

Carles Riba

ELEGIA IV

Pura nella solitudine e nell’ora lenta, una donna
fa scivolare, con moto di albero o di grido amoroso,
dolce, lungo le braccia innalzate, la tunica. Mentre
già brilla il busto segreto, in alto, prigioniera del lino
rimane la testa. Un attimo o due. Ah! Basta per rompere
foscamente il legame fra la bella e questo
timido giugno che da lei attendeva, nuda nell’onda,
gioia ed impulso fluviale per farsi perfetto? È bastato
dato che tu, imponderabile cosa di oro e di sguardo,
testa, fiore dritto, ne sorgi indecisa – come temendo
il nulla del silenzio ora, complice fausto di prima?
Un cuculo canta d’improvviso, innocente.
Lei sorride. Torna a scorrere il sangue giovane del mondo,
salta, brusco, come la magnifica, e corre avanti nel tempo
verso soli più maturi – e lei nuota, oh ritmo!
verso l’estate eccessiva – lei e i miei occhi e gli dèi!

Traduzione di Giuseppe E. Sansone
da Elegie di Bierville, Einaudi, 1977