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venerdì 22 dicembre 2017

Gaspara Stampa

CXXVII

Su, speranza, su fé, prendete l’armi
contra questa crudel nemica mia,
importuna e spietata gelosia,
che cerca quanto può di vita trarmi;

diasi uscita a’ sospir, verghinsi carmi,
sì che si sfoghi tanta pena ria;
trovisi dolce e grata compagnia,
sì che possa il dolor men danno farmi.

E, se questo non basta, un altro amore
si prenda, e lassi questo onde ora avampo,
e così vinca l’un l’altro dolore.

Perch’ogni fèra in selva, in prato, in campo
cerca per natural forza e vigore
di tentar ogni via per lo suo scampo.

da Rime, BUR, 2002



mercoledì 21 agosto 2013

Gaspara Stampa

QUANDO INNANTI AI BEGLI OCCHI ALMI E LUCENTI

Quando innanti ai begli occhi almi e lucenti,
per mia rara ventura al mondo, i’ vegno,
lo stil, la lingua, l’ardire e l’ingegno,
i pensieri, i concetti e i sentimenti 
o restan tutti oppressi o tutti spenti,
e quasi muta e stupida divegno;
o sia la riverenza, in che li tegno,
o sia che sono in quel bel lume intenti.
Basta ch’io non so mai formar parola,
sì quel fatale e mio divino aspetto
la forza insieme e l’anima m’invola.
O mirabil d’Amore e raro effetto,
ch’una sol cosa, una bellezza sola
mi dia la vita, e tolga l’intelletto! 

lunedì 25 luglio 2011

Gaspara Stampa

SONETTO XXVI

Arsi, piansi, cantai; piango, ardo e canto;
piangerò, arderò, canterò sempre
(fin che Morte o Fortuna o tempo stempre
a l’ingegno, occhi e cor, stil, foco e pianto)

la bellezza, il valor e ’l senno a canto
che ’n vaghe, sagge ed onorate tempre
Amor, natura e studio par che tempre
nel volto, petto e cor del lume santo;

che, quando viene, e quando parte il sole,
la notte e ’l giorno ognor, la state e ’l verno,
tenebre e luce darmi e tôrmi suole,

tanto con l’occhi fuor, con l’occhio interno,
agli atti suoi, ai modi, a le parole,
splendor, dolcezza e grazia ivi discerno.


da Rime, BUR, 2002