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lunedì 1 marzo 2021

Pier Antonio Quarantotti Gambini

 TRAMONTO


Come un'anguria il cielo si fa rosso.

Ed il sole si cala in fondo al mare

come una rana d'oro dentro a un fosso.


4 aprile 1965

venerdì 26 luglio 2013

Pier Antonio Quarantotti Gambini

PICCOLO MADRIGALE D’ESTATE

Vorrei essere il sole
che t’indugia su spalle e ginocchi,
lasciando il color delle viole
intorno ai bruni tuoi occhi.

Vorrei essere il vento,
che t’investe e ti abbraccia,
e ti sussurra parole
sfiorandoti in faccia.

Vorrei essere il mare,
che le caviglie ti lambe, e poi tutta
ti accoglie.
Chi più di lui ti può amare?

Vorrei essere l’aria,
che ti carezza i capelli con dita
di luce; l’aria
da cui respiri la vita.

Vorrei esser la sabbia,
che – al sole al mare al vento
di sé ti fa nido,

o pura come un grido
di gioia infantile,
librata come zampillo
in cielo d’aprile: 
tu, la più bella
di tutte, e di tutte
la più gentile.

26 luglio 1962


da Al sole e al vento, Einaudi, 1970

venerdì 29 marzo 2013

Pier Antonio Quarantotti Gambini


DENTRO ME

I campi, i coronazzi, i prati, i fossi,
che sì ben conosceva, al tatto, il piede;
i sentieri tra l’erba, delle canne
il fruscìo lungo, le spinose graie,
le cicale nel sole e a sera i grilli,
il lento volo ed il gridare rauco
dei gabbiani dal golfo alle saline
- falchetti irosi, intenti alle lor prede -,
un profumo nell’aria di susine
o di fiori d'acacia o di marasche
e quello d’alto mare che il maìstro
portava, e pigolìi ed uggiolìi
e voci or qua e or là sulle colline;
e d’autunno l’odore ebbro del mosto:

queste e tant’altre cose che un dì nostre
tutte son state, dentro me oggi scopro;
fatto mi sento (in quanta parte!) d’esse.

26 marzo 1965

da Al sole e al vento, Einaudi, 1970