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venerdì 19 maggio 2017

Primo Levi


NACHTWACHE

“A che punto è la notte, sentinella?”

“Ho sentito il gufo ripetere
La sua concava nota presaga,
Stridere il pipistrello alla sua caccia,
La biscia d’acqua frusciare
Sotto le foglie fradice dello stagno.
Ho sentito voci vinose,
Impedite, iraconde, sonnolente
Dalla bettola presso la cappella.
Ho sentito bisbigli di amanti,
Risa e rantoli di voglie assolte;
Adolescenti mormorare in sogno,
Altri volgersi insonni per desiderio.
Ho visto lampi muti di calore,
Ho visto lo spavento di ogni sera
Della ragazza che ha smarrito il senno
E non distingue il letto dalla bara.
Ho sentito l’ansito rauco
Di un vecchio solo che contesta la morte,
Lacerarsi una partoriente,
Il pianto di un bambino appena nato.
Stenditi e prendi sonno, cittadino,
È tutto in ordine; questa notte è al suo mezzo.

10 agosto 1983
  

da Ad ora incerta, Garzanti, 1984

mercoledì 26 aprile 2017

Primo Levi

APPRODO

Felice l’uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro sé mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati;
E siede e beve all’osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l’uomo come una fiamma spenta,
Felice l’uomo come sabbia d’estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.


10 settembre 1964

da Ad ora incerta, Garzanti, 1984