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lunedì 3 ottobre 2022

Riccardo Bacchelli

 NOSTALGIA


Ma però ogni mese ha i suoi frutti, quando i fichi

sventrati dagli uccelli cominciano a risecchire

sui rami, arrossa la polpa del popone.

C'è modo di liberarsi dalla noia con tanta

generosità di sole, di terra, e di vini.

Ho in sospetto chi non riesce a consolarsi spiccando

ciliege e d'inverno col vino di bottiglia,

l'uva nostrana e le arance di Sicilia. Ho in sospetto

chi è incapace d'epicureismo.





venerdì 21 ottobre 2016

Riccardo Bacchelli

MEMORIE D’ADOLESCENZA

Un’estate, che d’estate son i tramonti lenti,
pesante quant’è il sonno e la stanchezza                                                                                   medesima,
non avrei voluto altro che riposare, se fosse stato
possibile. Non reggeva più neppure la voglia
amara d’inasprire in me stesso il mio male.
Non avrei voluto cedere in nulla, ma invece
mi toccava assopirmi al sole in materia
stanca. E dalla stanchezza un filo di melodia.
Supino, ombre e sole, foglie
e cielo, silenzio e cicale. Le mani
le abbandonava sull’erba riarsa, si tuffava
nell’estate l’anima e tornava d’ogni parte
carica d’ogni cosa, non articolava, non                                                                                 distingueva,
tornava stanca. E non poté credere a se stessa
la mattina che le filtrò un’estatica canzoncina.