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venerdì 9 giugno 2017

Arturo Onofri

OGNI NOTTE NEL SONNO

Ogni notte, nel sonno, mi riporti,
Anima originaria, a quel momento
sublime, in cui dal regno dei tuoi morti
io discesi nel mio concepimento.

Risalgo a volo il tempo, i danni, i torti
della mia vita, fra un cercarti, ahi lento,
nel groviglio intricato di più sorti,
onde mi liberai, ma quanto a stento!

Così, nel sonno faticoso, io giungo
alla divina infanzia, ancora viva
nel mortal corso, che da lei prolungo.

E in quell’attimo eterno, entro l’arcano
del mio dormire, un uomo è in me che arriva
teco a rinascer fanciulletto umano.



mercoledì 10 maggio 2017

Arturo Onofri

SIMILI A MELODIE RAPPRESE IN MONDO

Simili a melodie rapprese in mondo,
quand’erano sull’orlo di sfatarsi
nei superni silenzi, ardono pace
nel mezzogiorno torrido le ondate
ferme dei pini, sul brillìo turchino
del mare che smiràcola d’argento.
E ancora dalle masse di smeraldo
divampa un concepirsi incandescenze;
ma un pensiero di su le incenerisce
in quella pausa d’essere ch’è il cielo:
azzurreggiar di tenebra, che intìma
(dal massiccio dell’alpe all’orizzonte)
ai duri tronchi èrgersi alati incensi
a un dio sonoro, addormentato, in forma
d’un paese celeste sulla terra.


venerdì 14 aprile 2017

Arturo Onofri

LUNA

Freschi giardini di perla
sotto la luna!
Il riposo assorbe d’incanto
i fogliami e le acque in ascolto,
e un dito d’ombra è posato
sulle labbra bambine dei fiori.
Poter disciogliere il nodo
del proprio tormento, e svanire!
Non più pesare in doglia
su questa terra delicata e nuda
ch’è tutta uno spasimo attonito
nei suoi fini nervi d’argento!
La bellezza è troppo terribile
per un cuore che tace ostinato
e non s’arrende alla sua stessa gioia.
Altrimenti perché soffriresti?
Ascolta il silenzio del mondo,
un’orchestra inaudita,
e addensa il buio del tuo dolore taciuto,
senza poter immergere un sol grido
nel folto di questa musica.
Giorno verrà,
che folgorerai in te stesso,
squarciata ombra d’un tempo,
riassorbita alfine
nello splendore angelico degli astri.
Freschi fogliami di perla
sotto la luna!
Una fiumana di mondi
scorre senza rumore
nell’orbita del firmamento,
e come un vagito di bimbo 
è l’anima del paesaggio e del mio dolore.