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venerdì 16 maggio 2025

Eugenio De Signoribus

 DOPO


a ogni assenza patita

s'è spenta una parte di me


anche se nessuna è svanita

ma entrata nel più interiore...


e non sarò cedibile la lista

al mio turno d'uscita


(come un album in dono

o un libro d'ore)


perché il cuore decide da solo

imprevedibile, imperscrutabile


quando battere forte

e trattenere un volto


(e quando chiamo, o chiamano,

rispondono, rispondo


e il colloquio è in profondo

dove non c'è addio)


2020-2021


da Un manoscritto domestico, Portatori d'acqua, 2022

mercoledì 14 maggio 2025

Eugenio De Signoribus

  CASA PERDUTA, 5


qui, non visto, potrò stare

sopra la folla meccanica

nell'avantindietro senza sosta

àugure dal corpo d'uccello


e all'accomiatarsi d'ogni dì feroce

io senza sosta potrò prendermi la notte

e studiarne i buchi neri del consistere

in attesa di segnali luminosi


(ma voi, cerco di ricordare, barlume

che s'incugna nella testa

le vostre facce, dico, non mi sono

nuove né molto liete le vostre parvenze! ...)


da Case perdute, Marka, 1986

lunedì 12 maggio 2025

Eugenio De Signoribus

 (IL PASSAGGIO DEL DECENNIO)



mai del tutto tranquilli e mai
del tutto sazi
siedono sulle ore spinose della sera
con punte di piombo nello stomaco
in cerca d’una disperatamente
erotica visione
e una dialettica che non azzeri
il basso livello d’ossigeno

la comodità della sedia non annulla
il disagio della posizione
comunque si dispongano
il fumo staziona intorno al cervello
e copre sugli alti muri
crepe altrimenti visibili

frullano le parole
piumicole in libertà vigilata
a colpi di saliva si compongono contrasti
per autodifesa, percezione
di distanze remote
e mutazioni presenti
lungo tutta la linea terra-cielo
dove s’accumulano reperti per lo più disumani…

in questo spazio fondo come una vagina
batte la cicatrice del desiderio

e prima di rismarrirsi nella nebbia
ancora del non nato si dolgono

da case perdute, marka, 1986

venerdì 31 maggio 2024

Eugenio De Signoribus

 (IL PASSAGGIO DEL DECENNIO)


mai del tutto tranquilli e mai

del tutto sazi

siedono sulle ore spinose della sera

con punte di piombo nello stomaco


in cerca d'una disperatamente

erotica visione

e una dialettica che non azzeri

il bassi livello d'ossigeno


la comodità della sedia non annulla

il disagio della posizione

comunque si dispongano

il fumo staziona intorno al cervello

e copre sugli alti muri

crepe altrimenti visibili


frullano le parole

piumicole in libertà vigilata

a colpi di saliva si compongono contrasti

per autodifesa, percezione

di distanze remote

e mutazioni presenti

lungo tutta la linea terra-cielo

dove s'accumulano reperti per lo più disumani ...


in questo spazio fondo come una vagina

batte la cicatrice del desiderio


e prima di rismarrirsi nella nebbia

ancora del non nato si dolgono


da Case perdute, Marka, 1986



mercoledì 29 maggio 2024

Eugenio De Signoribus

 WEEK-END, 2


- aspettami - nel parco sepolto

macchie d'ortica borri nascosti

chiari calici rosse bacche intriganti

impigliano anche i passi più decisi


- avessi un machete - sospiri

mentre l'acqua scorre sugli strappi

e gli unguenti lucidano le membra

carezzate da ingorghi di meduse


di quaggiù il sole non sa nulla

e colora e scolora a piacimento


da Case perdute, Marka, 1986




lunedì 27 maggio 2024

Eugenio De Signoribus

 CASA PERDUTA, 5


qui, non visto, potrò stare

sopra la folla meccanica

nell'avantindietro senza sosta

àugure dal corpo d'uccello


e all'accomiatarsi d'ogni dì feroce

io senza sosta potrò prendermi la notte

e studiarne i buchi neri del consistere

in attesa di segnali luminosi


(ma voi, cerco di ricordare, barlume

che s'incugna nella testa

le vostre facce, dico, non mi sono

nuove né molto liete le vostre parvenze! ...)


da Case perdute, Marka, 1986




mercoledì 12 aprile 2023

Eugenio De Signoribus

CHISSÀ

 

Chissà se, dopo un lungo e tortuoso arrancare,

si arriva a un chiaro punto di snodo

da cui scorgere un luogo senza affanno…

 

oppure, abbandonata per sempre la finestra,

puntare decisamente sotto la propria porta

e scavare scavare imbucarsi scurricolare e inoltrarsi

fino a trovare la grotta,

la prima dove ci scoprimmo umani

 

e nei graffiti reperire il verbo del nuovo inizio

e nessuna traccia del muro del pianto

 

da Un manoscritto domestico, Portatori d’acqua, 2022




lunedì 10 aprile 2023

Eugenio De Signoribus

 DOPO


a ogni assenza patita

s'è spenta una parte di me


anche se nessuna è svanita

ma entrata nel più interiore...


e non sarò cedibile la lista

al mio turno d'uscita


(come un album in dono

o un libro d'ore)


perché il cuore decide da solo

imprevedibile, imperscrutabile


quando battere forte

e trattenere un volto


(e quando chiamo, o chiamano,

rispondono, rispondo


e il colloquio è in profondo

dove non c'è addio)


2020-2021


da Un manoscritto domestico, Portatori d'acqua, 2022

lunedì 13 marzo 2023

Eugenio De Signoribus

 ACCOGLIENZA DELLA PROSA

 

Quando esci, parola,

di scatto o pensierosa

 

e vai in compagnia

per sciogliere la pena

 

ti seguo per via

ti lascio andare

 

anche se la scena

non è che turbinosa…

 

né ti chiedo di rientrare

né al mio respiro ti piego

 

tu sei l’altra nascita a me

la gemella dagli occhi chiari

 

da Un manoscritto domestico, Portatori d’acqua, 2022

venerdì 18 settembre 2020

Eugenio De Signoribus

 

(NOTTURNA)

 

Ciò che di te mi dice anche il più vero

sogno nel transito dell’alba

 

tu piuma bambina quasi ectoplasma

che chiedi a chi le tue ragioni embrioni

 

al muto schermo dove scuro scorre

il muro di dadi il fosso dei giocatori…

 

l’abbraccio della stanza ti fa viva

ma se t’affacci fuma la saliva

 

e spersa guardi ma di là del sogno

in una gabbia palco senza voce

 

che cerco la tua presa e volar via

e svelare agli occhi il loro inganno

 

indeciso se inchiodarli su un più alto palo

o fissare insieme a te morendo la tua agonia


da Contrappunto. Bimestrale di poesia e arte, Anno VIII, n. 6, novembre-dicembre 1984

 

lunedì 24 giugno 2019

Eugenio De Signoribus

(IL PASSAGGIO DEL DECENNIO)


mai del tutto tranquilli e mai
del tutto sazi
siedono sulle ore spinose della sera
con punte di piombo nello stomaco
in cerca d’una disperatamente
erotica visione
e una dialettica che non azzeri
il basso livello d’ossigeno

la comodità della sedia non annulla
il disagio della posizione
comunque si dispongano
il fumo staziona intorno al cervello
e copre sugli alti muri
crepe altrimenti visibili

frullano le parole
piumicole in libertà vigilata
a colpi di saliva si compongono contrasti
per autodifesa, percezione
di distanze remote
e mutazioni presenti
lungo tutta la linea terra-cielo
dove s’accumulano reperti per lo più disumani…

in questo spazio fondo come una vagina
batte la cicatrice del desiderio

e prima di rismarrirsi nella nebbia
ancora del non nato si dolgono

da case perdute, marka, 1986