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mercoledì 14 dicembre 2022

Jean-Claude Izzo

 BRACI DELLA MEMORIA


   Laggiù.

   Rovine si lamentano in una lingua già d'altri tempi.

   Païs.

   Laggiù, e le pietre, di faccia al cielo, da ieri, da sempre.

   Presenza. assenza.

   Fra il terremoto e la pietrificazione, la cieca frana dei muri si  spande sulle nostre memorie.

   Laggiù.

   Pietre per sempre...

   Colonne spezzate, vestigia...

   Pietre di fango ricoperte, abbandonate all'oblio, ai fadarellos che popolano ormai la campagna.

   Laggiù, e le ore accumulate.

   E il silenzio.

   E il silenzio infuocato vicino al meriggio.

   Bianche, le ore rivelano sulle pietre la profondità del sole.

   Bianchezza mortale, fino all'immobilità.

   Che sono diventate le parole, la lingua, gli uomini che davano forza alle parole con la bellezza delle mietiture?

   E il silenzio che urla nel silenzio.


Traduzione di Annalisa Comes


da Lontano da ogni riva, Ensemble, 2018


lunedì 20 gennaio 2014

Jean-Claude Izzo

LE PIETRE CHIUDONO LO SPAZIO

Le pietre chiudono lo spazio,
lo imprigionano: 

attraverso facciate sventrate
il cielo cerca la sua via d'uscita.

Risuonano passi: i miei, instancabili.

Ombra di guardia
in questo giorno senz’ombra,
veglio.

La luce è triste,
assetata dei suoi sogni.
E i sogni sopravvivono all’immobilità.

I miei passi suonano a morto,
battono il tempo della memoria
per farne sprigionare il sangue.

Traduzione inedita di Annalisa Comes

da Loin de tous rivages, Les Editions du Ricochet, 1997


mercoledì 6 febbraio 2013

Jean-Claude Izzo


TERRA PROFANA

I

Terra profana.
Il Viaggiatore si perde,
povero e a piedi nudi,
nel cammino di cenere
delle braci del giorno di San Giovanni.


II

Solstizio crudele.
Mezzogiorno chiama al riposo,
al pieno silenzio,
e mezzanotte alla follia,
alla ragione non leggibile.


III

Ciclo delle ore
appassionate dei disastri
dove l'aria torrida
irriga l'ombra, l'arma
delle lacrime degli astri azzurri.


Traduzione inedita di Annalisa Comes