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venerdì 27 settembre 2024

Patrick Angiulli

 MALAMORE

 

 

La prendeva con ruvidezza.

Non che non l’amasse, l’amava male.

Per un rapido piacere appagante.

E per la sua (di lei) rassegnata infelicità.

 

Un giorno lei lo lasciò, innamorata di un altro.

Lui pianse.

Ma una sera l’attese sotto casa.

La massacrò di botte.

 

Traduzione di FD


Da Last items, Brook&son, 2015

mercoledì 30 novembre 2022

Patrick Angiulli

 

CANNIBALE

 

Un cannibale affamato sta banchettando con la mia vita.

Dal cadavere della mia gioventù,

l’entusiasmo gocciola nel buio del cuore.

Momenti del passato come ombre senza corpo

si riflettono sulla superficie screpolata di uno specchio

della mente dove il futuro assume aspetti proteiformi

e si consolida la gelatina dell’incubo.

L’avvenire è uno stillicidio di speranze, un bagliore

perché non esiste né amore né gioia né pena, niente di niente!

Esiste la memoria e in essa le infinite possibilità

che un istante di stupita meraviglia dischiude a noi stessi.

Oh, infinite possibilità, forse ignorate

nella comune tristezza del “niente è certo, neppure

che viviamo, neppure la presenza inconfutabile del tempo

di cui, nel buio, un pendolo scandisce gli intervalli”.

Niente è certo! Viviamo?

O forse è apparenza supporre che i cicli del sonno

e del risveglio vestano l’esistenza con la stoffa mutevole

dell’“ora”, dell’“adesso”, del “per sempre”,

e di tutte le altre misere parole pronunciate

nell’ingannevole spazio di un istante?

Non è forse la vita l’invisibile vestito dell’imperatore?

I tangibili solchi che segnano la fronte e i lati degli occhi,

dove lo sguardo si fa assente, ché troppo hanno visto

e troppo hanno imparato: scoprire queste cose

ci dà la misura degli anni che si rincorrono.

Perché le ore della noia sono invece così lunghe?

Volgi un attimo gli occhi – te ne accorgi appena! –

e una precisa successione d’immagini strazianti s’arresta

d’un tratto nel tuo sguardo, così triste, così pazzamente triste!

Viviamo sul marciapiede d’una stazione,

attenti soltanto agli arrivi e alle partenze,

dove echi e brusii ci giungono talvolta,

ma siamo così distanti da tutto!

Fra un saluto e un fazzoletto che sventola si dipanano i ricordi:

ogni arrivo non è che il presupposto d’una nuova partenza.

La noia s’avventa spietata e costringe a improvvise impennate

di pazzo amore e desiderio, magari sovraccariche

di patetiche cantilene che niente può spezzare.

Un dolore elementare si desta talvolta nelle ore di noia,

quando il genio s’assopisce cessando d’inventare e riemerge

il gusto nostalgico di malinconie domestiche.

Esistono meloni di lussuria negli inevitabili intervalli.

Il gorgoglìo della menzogna si fa strada nel sangue.

 

All’inizio ti ho cercato a lungo, per certe stradine anguste,

dischiuse dai miei passi fra quartieri di celle frigorifere.

Ti ho rincorso per tutta la città, ma non t’ho mai trovata.

Ho gridato le tue parole, sperando che mi udissi:

«Bisogna lasciarsi alle spalle ogni distinzione, ogni classificazione.

Bisogna eliminare dalle nostre file ogni ideologia disfattista.

Bisogna capire l’evidenza attuale: l’azione!

Non è più tempo di pensiero, non è più tempo di parole:

è tempo di ristabilire il significato dell’azione rivoluzionaria».

 

La gattina della noia ha il muso giallo,

come il freddo respiro dell’insonnia;

e gli occhi si perdono in un vortice d’immagini senza tempo,

in un incubo di miserabili apparenze

che delineano fantasmi irrisoluti e tentanti.

Quali mezzi prodigare all’impresa di resistere a un destino inesistente?

Il vento di marzo sconvolge gli oroscopi.

Brusio di mani, brusio di passi titubanti sulle scale,

brusio di voci nei saliscendi dell’ascensore, ma non una parola

che consoli, non un attimo d’amore che ci quieti.

Né rose né petali di rosa, solo unghie affilate che straziano!

Sto solo con la mia crocifissione, a braccia indolenzite!


Traduzione di FD


Da Last items, Brook&son, 2015



venerdì 4 ottobre 2019

Patrick Angiulli


FATTI DI CRONACA


Quarto fatto

un cane
morto in mezzo alla strada
schiacciato dalle ruote
di un’auto o forse di un
grosso camion

                           un grosso
pastore tedesco
una femmina che era
appartenuta alla giovane wanda
si è saputo da alcuni
testimoni

il ritrovamento del
cadavere della ragazza
è avvenuto al tramonto quando le
ricerche hanno ristretto
l’area
          era
in un
fossato che corre
al lato della strada

la scomparsa di wanda
era stata denunciata dal padre
quella stessa mattina quando si
era accorto che la sera
non era rientrata
(o forse era uscita di nuovo
prima che lui si
svegliasse?)
                       la casa
è isolata lungo la
statale non molto trafficata specie lì
dove corre verso nord
e fa una curva per entrare
nella vecchia pineta

proprio lì la locale
polizia l’ha provata
la povera wanda semi-
nuda col
capo
sfondato da
un
sasso
forse

il medico
legale ha
detto che ha
subito violenza
e che sul
cadavere non ci
sono tracce che possano aiutare
a capire chi possa
essere stato

il padre
è disperato non sa
spiegarsi come possa
essere accaduto né con chi
fosse uscita la figlia la sera
prima

ragazza solitaria
sempre solo in compagnia
di quel cane

potrebbe aver chiesto
un passaggio a qualche camion
che transitava sulla statale per tornare
a casa

nessuno l’ha vista
la sera prima nessuno l’ha
incontrata
forse non
sapremo mai
chi l’ha uccisa



Traduzione di FD


Da News items. Found poems, Brook&son, 1995




lunedì 3 dicembre 2018

Patrick Angiulli


FATTI DI CRONACA

Terzo fatto

sessanta colpi alla testa
forse con
il cric

l’assassino re-
spinto è stato preso
dall’ira

l’uomo
(non più di un’ombra
che un testimone ha
visto in auto con
mary)
           l’uomo non
era solo?

dopo l’omicidio
ha chiesto aiuto a
qualcuno per bruciare
la
macchina?

il testimone
                      aveva
la testa appoggiata
al finestrino l’espressione
preoccupata non mi ha
visto ho capito subito
io che qualcosa non
andava
              ha raccontato

alla polizia
restano pochi
dubbi la
vittima conosceva
l’assassino

un amante? sembrerebbe
di
no

l’omicidio è avvenuto
dove è stato
ritrovato il cadavere

è mezzanotte la
chevrolet si ferma ma-
ry scende e si al-
lontana di pochi
metri ha forse pau-
ra? forse vuole scap-
pare? l’assassino a-
gisce d’istinto af-
ferra la prima cosa
a portata di ma-
no il cric? sferra
il primo colpo
colpisce in fron-
te
    poi con
l’auto
           i segni
sui vestiti coin-
cidono con i
pneumatici
                    pas-
sa e ripassa so-
pra il corpo

a questo punto l’assassino riacquista
la calma

troppe tracce nella
chevrolet
                  decide
di bruciarla
                   perché proprio
nel bronx in una via dove poteva
essere visto?
                       non si accorge
che resta una cate-
nina sotto un tappetino
                                           un regalo
per conquistare la donna?
                                              forse ci
sono impronte
...

                            sta-
mattina i
funerali


Traduzione di FD

Da News items. Found poems, Brook&son, 1995

lunedì 26 novembre 2018

Patrick Angiulli


FATTI DI CRONACA

Primo fatto

due vedovi
destinati a tenersi
compagnia

il matrimonio tra leonard settanta
due anni ex ispettore (che aveva
seppellito già due mogli) e rita
sessantaquattro (anche lei vedova) è finito
in un bagno di sangue

l’ha uccisa e ha nascosto il cadavere dopo
averlo fatto a pezzi?

qualche macchia di sangue i vestiti
la macchina e gli stivali lavati
di fresco lo accusano
                                 
                                      testimonianze

ho visto ardere il camino
tutta la notte
                        racconta un vicino
gettando un sospetto
su come l’assassino
può essersi disfatto delle prove

la prima moglie fu stroncata
da un ictus la seconda
si tolse la vita lanciandosi dal
balcone
                
                nessun testimone
sospetti veleni mugugni fin dal
fidanzamento tardivo

                                       si sentiva
sola
        spiegano al centro
anziani del paese
                               così
s’era preso quel tipo
da allora non si è più
vista alle gite

                         leo
si è presentato impeccabile
come sempre a denunciarne
la scomparsa venerdì 29
mattina

in casa all’apparenza tutto
in ordine ma poi
salta fuori un maglione con una
macchia sospetta

                                la gente
del paese ha sentenziato
                                            impiccatelo
lasciatelo a noi
                            gli facciamo
dire a botte dove ha messo il
cadavere dove ha nascosto la
povera rita

                     sangue
di donna sugli attrezzi del-
l’assassino minuscole trac-
ce di sangue sulla lama di u-
na sega e di una roncola che
forse han-
no fatto a pezzi
il cadavere gocce
quasi invisibili si sono tras-
formate in un indizio
pesante
               ma il corpo
di rita non si trova
ancora


 Traduzione di FD


Da News items. Found poems, Brook&son, 1995