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venerdì 26 maggio 2017

Riccardo Duranti

SESTINA

                                               per AMCS

Quando il peso delle nuvole
schiaccia le montagne,
se vuole, anche il vento
può colmare vaste distanze
divorando avido i vuoti
decretati dal duro esilio.

E se il soggiorno nell’esilio,
con la testa tra le nuvole,
giorni e notti feroci e vuoti,
pesa come cento montagne
basta rosicchiare le distanze
tenendo sempre vivo il vento.

Curiosa cura quella del vento
per lenire le pene dell’esilio:
sembrano più lunghe le distanze,
più minacciose le nuvole,
insuperabili le montagne,
vertiginosi e aspri i vuoti.

Di lacrime ormai da tempo vuoti
gli occhi, stimolati dal vento,
piangono e sciolgono le montagne
che segnano i confini dell’esilio
attraversandole come nuvole
e confondendo perfino le distanze.

La nebbia annulla le distanze
e collassa su se stessi i vuoti;
raggiunge leggera le nuvole
e chiama dietro di sé il vento.
Si sgretola pian piano l’esilio
riducendo in colli le montagne.

Ora che non ci sono più montagne
l’occhi valuta meglio le distanze;
resta solo il ricordo dell’esilio
a scoraggiare ulteriori vuoti.
Costante soffia solo il vento
che lieto scherza fra le nuvole.

Le nuvole che somigliano a montagne
si perdono nell’esilio delle distanze
e tutti i vuoti li riempie ormai il vento.

da L’affettuosa fantasia, Aracne editrice Roma, 1998



lunedì 8 maggio 2017

Riccardo Duranti

GUARDA IL POETA

Guarda il poeta
come se ne sta trafitto
dal vipereo sillogismo che l’inchioda
tra la paralisi e la frenesia:
sente di esistere
solo in quanto desiderato;
e se non lo è
dunque non vive,
quindi non scrive.
Allora forse c’è
ma non esiste;
non amato, non s’ama
ma
non per questo cessa di amare
e di reclamare amore.

Da qui la pena, il deserto
la contraddizione
che lo sbrana
e lo fa rintanare.
Ma dietro la maschera
che rivela
più di quanto nasconda
ecco spunta una voce
che cerca di dipanare una via d’uscita
di nascere
a scatti
spezzando il guscio del silenzio…

da L’affettuosa fantasia, Aracne editrice Roma, 1998