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lunedì 25 maggio 2020

Vittorio Tamaro


STANZA DEI RIFLESSI

Su raso giallo indorato da un raggio
di calda luce che obliquo si attarda
di foglie e rami riflessi oscillanti
nell’ora tarda del giorno di maggio.

Di qual reale s’incanta lo sguardo
che indugia lento e beato s’imbeve
degli ori estinti, dei verdi più assenti
presenti-allusi in specchi di venti?

Nell’onda delle fronde, degli steli,
negli orli stilizzati la parola
che poco dice e molto in sé traspare?
Poetare in sé che tutto fa leggero
come la mente prima che ornamenti
esala e in sé si libra in vuoti e in pieni.


da Il libro della celeste desistenza, inedito



Cari lettori, causa un trasloco che si protrae, sono privo di tutti i miei libri, i quali sono inscatolati e chiusi in un deposito, chissà dove. La loro assenza non mi consente di variare troppo la programmazione di questo blog. Me ne scuso.


lunedì 18 maggio 2020

Vittorio Tamaro


PAESAGGIO INVERNALE

La voce imprigionata nella pietra
risuona se la pietra un vento sfiora.
Parola di nessuno udita appena
che a volgere un ascolto invita invano
là dove ancora nulla viene e appare.

Il cuore minerale del poema
estingue i gesti usati e li ritira
in stanze inabitate dove l’aria
sfoglia il sidereo limpido invernale
nell’agio delle pagine innevate.


da Il libro della celeste desistenza, inedito