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venerdì 24 gennaio 2025

Annelisa Alleva

 

DALLA SFERA CONTEMPLATA DEL MONDO

 

Dalla sfera contemplata del mondo

entravano giochi e persone goccia a goccia,

analgesici notturni dosati sul cucchiaio.

Palloni pattini altalene bolle di sapone.

Tu entrasti a cascata, evento puro.

Le rupi fecero sangue, gengive scavate

dal bisturi. L’intero sistema vacillò.

Camminare con te significava invertire

i movimenti del passo: allungavamo

la stessa gamba come capita a chi

si è guardato troppo a lungo allo specchio.

Un miracolo se ancora sei, e io sono,

e se, calzati gli occhi, le sagome coincidono.

 

Da L’oro ereditato, Il Labirinto, 2001

mercoledì 22 gennaio 2025

Annelisa Alleva

 

SO CHE LE DIVERSE ETÀ SONO CHIUSE FRA LORO

 

So che le diverse età sono chiuse fra loro

come le caste al tempo degli antichi egizi.

“Vi manca il patrimonio della memoria

nostra più remota!”, sembra gridare un alto

dignitario, sbarrando la porta d’ingresso.

Ma, ecco, sento un passo trascinarsi

in biblioteca, diverso dagli altri, e due labbra

sbattere involontariamente: un vecchio

professore avanza curvo, con gli occhiali,

lo sguardo ottuso e sprezzante.

E allora non rimpiango più di non conoscere

la guerra, di non essere più vecchia

solo per averti incontrato

quando avevamo vent’anni tutti e due.


Da L’oro ereditato, Il Labirinto, 2001

mercoledì 11 dicembre 2019

Annelisa Alleva


IL MIO LETTO


Il mio letto
è una morbida busta bianca
nella quale mi rifugio
ogni sera a dormire.
Io sono missiva
ripiegata su se stessa
e insieme viaggiatore
che tenta di distrarsi
dalle fatiche dei preparativi;
eppure a stento
il timbro del sonno
suggella il mio viaggio,
a stento precipito
con le altre ombre bianche
nel buio pesto dell’incoscienza.
Il mio treno ritarda,
non vuole partire.

Mentre tento di assopirmi
una mano ignota
verga le ultime righe.

Domani approderò in un altro paese.

da Forse un altrove. Ipotesi di viaggio attraverso la poesia
antologia di prossima pubblicazione presso “Il Labirinto”


mercoledì 24 luglio 2013

Annelisa Alleva

DALLA SFERA CONTEMPLATA DEL MONDO

Dalla sfera contemplata del mondo
entravano giochi e persone goccia a goccia,
analgesici notturni dosati sul cucchiaio.
Palloni pattini altalene bolle di sapone.
Tu entrasti a cascata, evento puro.
Le rupi fecero sangue, gengive scavate
dal bisturi. L'intero sistema vacillò.
Camminare con te significava invertire
i movimenti del passo: allungavamo
la stessa gamba, come capita a chi
si è guardato troppo a lungo allo specchio.
Un miracolo se ancora sei, e io sono,
e se, calzati gli occhi, le sagome coincidono.

Da L’oro ereditato, Il Labirinto, 2001

mercoledì 22 maggio 2013

Annelisa Alleva


SONNOLENZA. NON HO VOGLIA DI VIVERE

a N. N.

Sonnolenza. Non ho voglia di vivere,
mangiare. Mi serve il buio, la stanchezza,
per raggiungere l’oblio desiderato del sonno;
ho bisogno di sentire che il tempo mi scorre
sopra, mi schiaccia. Sono quasi una cosa.
Una ragazza raccoglie anche un chicco
di grandine, o una foglia rossa. Un adulto mai.
Non mi metto a sfidare il tempo un’altra volta;
il conducente ha fretta. A bussare a porte d’altri,
quando un’anta si apre e l’altra schiena immobile
ti guarda e ti sorride. E tu entrando la sfiori.
Ma alla passione non posso rinunciare.
La palla di ferro cade in pendenza rotolando
pesante, noi la tiriamo su con un balzo,
nel cratere dei punti. Se muovi troppo,
il congegno si blocca; se fai roteare forte
le palpebre dei punti, scatta il toc della palla
in più. Abbiamo confuso le mani, ma nessuno
ha vinto la partita. La tua rosa è ancora viva.
Si è aperta tanto da mostrare il verde;
mi parla di noi il suo rosa, il suo silenzio
mi racconta la tua vita. Quando sarà finita
la butterò via, mentre tu resterai quello che eri:
riposo, tana e suo abitante, quel personaggio
di Guerra e pace, festa della carne,
e quello che non sei diventato: amore.


Da L’oro ereditato, Il Labirinto, 2001