lunedì 21 dicembre 2020

William Shakespeare

 

Sonetto LXXIV

 

Non darti pena quando il fatale arresto                       

che rifiuta cauzione mi porterà via;

la mia vita è partecipe dei versi

che con te resteranno in mia memoria.

Rileggendoli tu vi rivedrai

quella parte che a te fu consacrata.

Solo terra alla terra: ciò le spetta;

mia miglior parte, lo spirito è tuo.

Così resti di vita avrai perduto,

sola preda dei vermi il corpo morto,

vile conquista del coltello d’uno scellerato,

troppo di te più umile per esser ricordato.

Il suo valore è quello che contiene,

e quello è questo e questo a te rimane.


Traduzione di Francesco Dalessandro


da Ladro gentile, Il Labirinto, 2014

 

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