venerdì 20 settembre 2019

Sulpicia

IL MIO RAGAZZO RISPARMIA, CINGHIALE

Il mio ragazzo risparmia, cinghiale
che verdi pascoli cerchi
di pianura, o l’ombra dei monti;
per assalirlo i denti aguzzi
non affilare: l’amore, sua scorta,
lo salvi e me lo renda
incolume. La dea di Delo
l’ispira: la passione per la caccia
lo porta lontano. Le selve
brucino, i cani scappino!
È folle, è folle cingere di reti
sui monti i fitti boschi
straziandosi le tenere mani!
E scendere furtivi nelle tane
delle fiere graffiandosi
le bianche gambe con le spine
dei rovi che piacere
può darti? Ma per stare
con te, Cerinto, per accompagnarti
su per i monti, io stessa porterei
le reti, cercherei
tracce del cervo, scioglierei
la catena del cane.
Luce mia, se davanti
alle reti, abbracciata
con te, potessi amarti abbandonata
alla passione, allora
allora, luce mia, sì che amerei
le selve; e se il cinghiale
s’avvicinasse ai lacci in quel momento,
senza turbare il nostro amore, illeso,
fuggirebbe. Il piacere
dell’amore per te non esista
senza di me, e tu, casto,
con mano casta tocca
la rete: è Diana che lo vuole
e chiunque tenti o insidi
quest’amore la sbranino le belve.
Ma ora lascia a tuo padre
la cura della caccia, torna,
corri veloce tra le mie braccia.

Traduzione di Francesco Dalessandro