mercoledì 18 luglio 2018

Lois Pereiro



(Erano anni che non mi osservava una pelle diversa dalla mia o che non fosse ormai parte dei miei occhi, esplorata, conosciuta o condivisa…)


Vedendo questi due occhi palpitanti
come visione di un’immagine trasognata
sul suo petto in perfetta simmetria
con un tremore interno che mi seduce
desidererei entrare in lei e rifugiarmi
nel suo corpo segreto per sempre
protetto dalla morte
con la sua vita

mi squarcia il corpo un umido brivido
e mi bacia le vertebre con furia
in una vertigine di dolore e tenerezza.

Giugno ’95

Traduzione di Marco Paone


da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017



lunedì 16 luglio 2018

Giancarlo Pontiggia

UNA LINEA INFINITA DI TEMPO

Una linea infinita di tempo
ci precede; un'altra
ci segue: attoniti le contempliamo,
sospesi fra due mondi
indifferenti, lontani. Eppure, niente li separa

se non te, che guardi.

da Il moto delle cose, Mondadori, 2017

venerdì 13 luglio 2018

Gianfranco Palmery


CENTO ANIME IN UNA E MILLE VITE

Cento anime in una e mille vite
frammentarie, incompiute – e questo sapersi
imperfetti, confusi e destinati
a sparire…

                     Oh arte, virtù: un pugno
di materia ridicola che rotola
verso la sua scomparsa, ma di sé
vuole lasciare mirabile traccia.


da In quattro, Il Labirinto, Roma 2006

mercoledì 11 luglio 2018

Attilio Lolini


I GIORNI RAPPRESENTATI

[…]

Stamattina mi sono alzato
sbadigliando, senza voglie
oppresso da indecifrabili
malesseri,

vedessi il mio volto
mutato
i capelli grigi
l’orrenda vecchiaia che rapida
disegna e ricama.

Rido sempre più stupidamente
e dell’intelligenza non so che farmene

ordino nella stanza i libri
dei poeti nostri coetanei
che come stupide scimmie
s’assomigliano tutti.

La primavera, lo sai
sta fiorendo
detestabile stagione
che scacciò l’inverno amico
la mortale primavera
che oscenamente s’agghinda
smaltando di luce
la scena…

da: Gianni D’Elia, Interludio, Quaderni di Barbablù, Siena 1984


lunedì 9 luglio 2018

Carlo Alberto Parmeggiani


IN FOTOGRAFIA

la stanca sera di un giorno non nostro
cenere fredda di un incendio altrui
                                                    N. Minskij

Ne ho cercati di arrembaggi e vie di fuga
avanti e indietro, per salti, in diagonale,
come cavallo o umile pedone
o come alfiere astuto di scacchiera,
e pure ne ho cercati fra vedute
di languide derive e dolci approdi.

Eppure mai e altrove s’è dischiusa
altra visione dell’allegria contagiosa
di te, di me, di tutti in quella foto
e di chi pure stava dietro all’obbiettivo.

Già tutti morti allora e indaffarati
a ricordarci allegramente del futuro,
a immaginarci vivi nel passato.

da Inoj, di Berath Udarnik (inedita)

venerdì 6 luglio 2018

Lois Pereiro



(In amore, come in guerra, mai sentiamo il colpo che ci raggiunge. La morte, come l’amore, mai avverte da dove si avvicina…)


Innamorato un’altra volta
dell’amore che porto dentro
la sete furiosa di un futuro
ha esaurito le mie alternative
portandomi dritto verso l’impatto:
un proiettile congelato in aria
a pochi metri da un cuore freddo
e attendo un minimo segno di calore
per aprire la sua pelle ed entrare nel sangue
vinto dalla forza del desiderio
ciecamente e senza paura
del possibile disastro.

Giugno ’95


Traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

mercoledì 4 luglio 2018

Luciano Erba

GRAFOLOGIA DI UN ADDIO

Questo azzurro di luglio senza te
è attraversato da troppi neri rondoni
che hanno un colore di antenne
e il taglio, il guizzo della tua scrittura.
Si va dal "caro" alla firma
dal cielo alla terra
dalla prima all'ultima riga
dai tetti alle nuvole.

da L'ippopotamo, Einaudi 1989


lunedì 2 luglio 2018

Francesco Dalessandro


SERE

2.

Pallida sopra colli e
pioppi snelli, la luna
che tu guardi è sorella
alla candida nube che trascorre
e si perde. Sodale
di entrambe tu sei.
Come questa mutevole, hai di quella
la semplice grazia. Di loro
tu più cara mi sei,
però più amara.

da La salvezza, Il Labirinto, 2006


venerdì 29 giugno 2018

Charles Hubert Sisson


TRISTIA, 9

Non si tradisce la parola, è la parola a tradire
e ciò che diciamo rivela gli uomini che siamo.
Ma una volta raggiunta una terra disabitata
siamo avidi di conversazione e di una voce        
che risponda a ciò che diciamo quando ci riesce
di dire per un attimo le cose come stanno.
Oh mondo distratto, che nasconde ciò che c’è
con ciò che spera, o che meglio inganna e conviene,
parlare con altri richiede un’altra lingua.
Perché A parli con B, e B con A,
è necessaria una corrente di condivisione
che s’increspa o scorre quieta,
ma che si trasforma nel Lete, per finire.


Traduzione di FD

Da The C. H. Sisson Reader, Carcanet Press, 2014

mercoledì 27 giugno 2018

Lois Pereiro


(… and after the last love song, I wrote all this for them, for her, for you…)


Immergersi nel silenzio è ciò che distingue
coloro che amano con spirito suicida
da quelli che solamente sono
un sogno breve.

Nel viaggio notturno che intraprendiamo
all’interno di un corpo differente
un atto d’amore è un fluido urgente
di sudore lacrime e sperma
contro la paura

parole disarmate
desideri che si perdono
nella nebbia di mille notti
fra le lenzuola sconvolte
dal feroce presente
di due corpi che dimenticano.

Giugno ’95

Traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 25 giugno 2018

Camillo Fonte


TI GUARDO E MI GUARDO

Ti guardo e mi guardo nella fulva
luce del pomeriggio farmi posto
nel tuo buio, t’osservo
reagire alla violenza

contro dischiuse labbra
con violenza dolcissima, mi studio
nel cauto movimento
mentre ti prendo e ti dai,

t’ascolto nell’attimo inquieto
d’un rauco deliquio,
ti respiro in un fiato nel tuo grido
soffocato, nel mio…

(inedita)

venerdì 22 giugno 2018

Carlo Alberto Parmeggiani


FRA LE DUNE

Se voi sapeste, amici, il freddo e il buio
che ci attende nel prossimo futuro.
                                                                           A. Blok

C’era una gran pace fra le dune,
mentre un ricordo rifugiato nel cervello
cercava il suo santuario al sole e all’afa.

Un poco d’ombra veniva dal passato
disperdendosi in un mare di bagliori
che si accalcavano ai miei occhi come folla.

E pure e in quella ch’io ne intravidi
la lieta inutilità dei giorni andati,
mentre alle mie spalle, la fucina
di ciò che si prepara e non sappiamo,
come un faro attendeva su di un colle
che il sole calasse suo malgrado,
per cedere al buio che arrivava
la sua lampeggiante luce smeraldina.

da Inoj, di Berath Udarnik (inedita)



mercoledì 20 giugno 2018

Lois Pereiro


LUCI E OMBRE DI UN AMORE 

VIII


(... come vuoi che io ti ami da adesso, unica storia vera che è stata mia)


Hai lasciato nel mio corpo la tua presenza
spargendo il tuo incanto nei miei occhi
che non si rannuvoleranno di lacrime
perché non marcirà per altro tempo
la nostalgia divenuta cadavere

ed esploreremo la geografia
del nostro amore eterno correggendola
se ti apri nuovamente con dolcezza
al mio amore vigile e assente
accetti che te lo consegni
e poi te ne vai

verso il futuro in libertà
condivisa con la tua propria vita
e amata per sempre.

Giugno ’95


Traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 18 giugno 2018

Francesco Dalessandro


DAL CINESE
(di Chang Hêng)



Abbiamo chiuso la porta e acceso la luce.
La stanza e il nostro amore sono ben illuminati.
Tu lasci cadere i vestiti, io tutti i pensieri
che potrebbero distrarmi dall’amarti.

Finalmente gusteremo tutti i piaceri,
anche quelli che gli amanti non sanno provare.
Mai niente eguaglierà le delizie della notte
e noi fino all’ultima ora ne godremo il ricordo.



(inedita)

venerdì 15 giugno 2018

Michelangelo Buonarroti

MILLE RIMEDI INVAN L'ANIMA TENTA

Mille rimedi invan l'anima tenta:
poi ch'i' fu' preso alla prestina strada,
di ritornare endarno s'argomenta.
Il mare e 'l monte e 'l foco colla spada:
in mezzo a questi tutti insieme vivo.
Al monte non mi lascia chi m'ha privo
dell'intelletto e tolto la ragione.

da Rime, BUR, 1975

mercoledì 13 giugno 2018

Edoardo Ferri


LE NOSTRE PAROLE

Le nostre parole non sono 
che segni, non rumore o brusio
ma piccole perle silenziose
in circolo negli emisferi;
e se adesso non vuoi parlare
posso leggerti le tenui labbra 
che indicano nebulose,
dove regna il silenzio
quello vero, che non ha forma
né regola e ignora nomi
verbi o aggettivi, ma è soltanto
grammatica del cosmo 
nella notte e nel tempo.

(inedita)

lunedì 11 giugno 2018

Ana Rossetti


È COSÌ BELLO LASCIARE CHE ENTRI

È così bello lasciare che entri
nel mio letto e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa
avrà il sapore delle fragole, aspro –
assistere all’espressione inesperta
della sua anatomia, che non sa usare
ancora, mostrare il rosato castone
al suo dito indeciso, mentre in dosi
perfide e precise gli si somministra
l’audacia. È così bello pervertire
un ragazzo, distillargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile all’ultimo rantolo
di un agonizzante, che è impossibile
non ucciderlo pian piano mentre eiacula.

Traduzione di F.D.


venerdì 8 giugno 2018

Silvio Raffo

ALBA DEL TEMPO

Stava il fanciullo immobile nel sole
del suo giorno fatato. Il chiaro lago
del tempo i fianchi gracili baciava.

Era il suo labbro muto di parole,
ed il suo sguardo innamorato e vago
a invisibili forme s'incantava.

da Corpo segreto, LietoColle, 2017

mercoledì 6 giugno 2018

Francesco Dalessandro


PONTE SISTO

   Se questo ponte entrerà nella nostra
mitologia avrà il posto che compete
alla bocca che sazia la sua sete
sulle tue labbra, nella bianca chiostra
    dei denti; ovvero agli occhi che ti mostrano
alla mente stupita che si chiede
quale merito ho avuto che prevede
te premio caro; alle mani che giostrano
    fra i tuoi capelli o ti sfiorano il seno
dolcissimo e terribile, nel pieno
sole del giorno estivo; anche alle bocche
    che parlano annunciando solo poche
verità... Questo ponte, nell’acerbo
trovarci, avrà il mio slancio, il tuo riserbo.

(inedita)

lunedì 4 giugno 2018

Francesco Tomada

UNA FORMA DI GELOSIA

Ti sei addormentata ancora nuda
adesso il tuo torace si muove lentamente
lo sento appoggiandoti le mani sulla pelle
penso al fiato veloce di prima
che era tuo e nostro insieme
mentalmente faccio la differenza
per capire quanta parte del tuo respiro
sia dedicata a me

venerdì 1 giugno 2018

Antonio Machado

E IN UNA TRISTE NOTTE M'INCALZAVA

E in una triste notte m'incalzava
il terribile sprone dei miei passi...
Sentirsi camminare sulla terra
è cosa che spavento reca al cuore.
Gli è che la terra è morta... È nella luna
l'anima della terra,
e nelle chiare stelle.

Traduzione di Oreste Macrì

da Poesie scelte, Oscar Mondadori, 1987

mercoledì 30 maggio 2018

Francesco Dalessandro


LASCIA CHE DA QUESTO RUMOROSO MONDO

Lascia che da questo rumoroso mondo
indolente un canto (finché il canto
dice il vero) di pioggia entri al mattino
(miracolo più grande del respiro)
e ferisca il risveglio apra germogli
nuovi nel cuore. No non chiederti
per quale merito per quale buona
azione ti è donato ma lascia la notte
svanire e disperdersi in un nuovo
giorno e mentre milioni di persone
chiedono vita riconoscente tu accetta
la benedizione di una tale bellezza
e innocenza, abbastanza per gli anni
avvenire.

da Aprile degli anni, puntoacapo, 2010

lunedì 28 maggio 2018

Francisco de Quevedo


AMORE COSTANTE AL DI LÀ DELLA MORTE


Gli occhi miei potrà chiudere l’estrema
ombra che a me verrà col bianco giorno;
e l’anima slegar dal suo soggiorno
un’ora, dei miei affanni più sollecita;

ma non da questa parte della sponda
lascerà la memoria dove ardeva:
nuotar sa la mia fiamma in gelida onda,
e andar contro la legge più severa.

Un’anima che ha avuto un dio per carcere,
vene che a tanto fuoco han dato umore,
midollo che è gloriosamente arso,

il corpo lasceranno, non l’ardore;
anche in cenere, avranno un sentimento;
saran terra, ma terra innamorata.

Traduzione di Vittorio Bodini

da Sonetti amorosi e morali, Passigli 2001

venerdì 25 maggio 2018

Renzo Barsacchi

ED ALTRE COSE

La molletta forgiata a coccodrillo
sembra mordere il panno, che sorregge,
disteso ad asciugare.
Immagine di quanto innocuamente
la verità ci afferri. Cessato il bisogno,
è riposta nell'ombra delle cose
necessarie. Ed altre
urgono intorno, finché il giorno si colmi
di momentanee imprese ed alla notte
ceda e cedano al sonno i misteri.
Quante strade il dolore inutilmente
ci apre. Ma dell'effimero
nulla puoi rimandare. Soltanto
ciò che è dell'anima può attendere.

da Desiderio eterno, a cura di Massimo Morasso, Santi Quaranta, 2006

mercoledì 23 maggio 2018

Achille Serrao

L'INDIZIO

per Alessandro, il mio re

Dall'ombra tenera dell'ombra, dalla sua messinscena
"Di là dal velo brumoso e il dosso ... di là
segnato sulle carte" recita l'uomo con il gufo
sull'omero, il gitano che nobilmente passa
la spalletta (somiglia a un dio
pronto ad altro nubifragio) e in buona
diffidenza purché un indizio gli domando
sia, un passaggio di fortuna ...
                       "Di là..." annega le parole nella voce
fonda, tinna alle orecchie nobili una sua
luna e " ... animella oh faterella" ride con gli occhi fusi il mio
re sotto quel lucernario fertile di giochi, "luna
calante" per questo inesplorato
sentiero si scollina "gobba a levante" verso il fiume
sulle orme di uccelli di passo.
Allora per di là quando ad oriente
la costellazione s'è accesa e duttile in filacce
di cirri in spettri s'allenta, allora luminoso
                            e quanto
per di là inventa al di sotto degli anni il mio re
                            la pista attesa.

(1980)

da Percorsi - Achille Serrao, a cura di Luca Benassi, puntoacapo Editrice, 2013


lunedì 21 maggio 2018

Philip Larkin

ALBA

Mi sveglio e sento il grido
del gallo da lontano,
scosto le tende
e guardo le nuvole volare;
è strano come il mio cuore
sia senza amore
freddo come queste cose.

Versione di Attilio Lolini

da "Lengua", numero sesto, 1986

venerdì 18 maggio 2018

Edna St. Vincent Millay

IL FILOSOFO

Cosa sarai mai tu che ti desidero
da rimanere insonne tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per te?

Cosa sarai mai tu che, se mi manchi,
nell'intreccio dei giorni io resto sempre
intenta al vento
e fissa alla parete?

Conosco un uomo di migliore tempra
e almeno venti altrettanto gentili.
Che cos'hai di speciale tu per essere
il solo che possieda la mia mente?

Le donne non ragionano, si sa -
lo dicono anche i saggi -
ed io che cosa sono, perché debba
amare in modo giusto e razionale?

Traduzione di Silvio Raffo

da L'amore non è cieco, Crocetti, 2001

mercoledì 16 maggio 2018

Luciano Erba

NEL BOSCO

e tu pensavi che come a un saggio orientale
ti bastasse stare addossato a gambe incrociate
alle radici sporgenti di un faggio
per allontanare il pensiero di lei
e diventare l'azzurro tra i rami
o magari formica corteccia filo d'erba

sono passati tre lenti fiocchi di nuvole
e sei ancora tu

ami, ma ami senza:
migliore esperienza?

da L'ippopotamo, Einaudi, 1989

lunedì 14 maggio 2018

José María Alvarez

SEI NOTTURNI

I
Se il tuo destino è già scritto
O se il caso ti conduce
Come il vento le foglie,
Che importa.
Tuo è il viaggio e tuoi sono i porti,
Perché nell'ignoranza scegli
E con la tua carne paghi.

II
Un uccello che attraversa
I cieli, l'ombra di una nube
O la luna nel mare,

Così passa l'amore.
E dimenticherai
Come il viaggiatore dimentica.

III
Gli infiniti labirinti
Dell'arte e dell'amore.
Ogni notte ritornano
Questi affanni misteriosi
Inutilmente.
                E poi, il sonno,
Più misterioso ancora,
Ti prende.
Il sole che sorge
Illuminerà un uomo che si domanda
Chi ha scritto quei versi
Che vede sul tavolo, chi ha amato la donna
Che dorme a lui accanto.

IV
L'amore t'invecchia
Come il mare i marinai.

V
Non interrogare il cielo indifferente
E non guardare con timore la tua carne.
Non saprai mai,
Nemmeno quando ti passerà vicino,
Qual è il tuo Destino,
Né quali strani cammini disposero
Ai tuoi piedi gli dèi.

VI
La sola cosa che devi comprendere,
La sola cosa che meriti
La pena che tu comprenda,
È la tua solitudine.

Traduzione di Stefano Arduini

da "Lengua", numero primo e secondo, 1983


venerdì 11 maggio 2018

Alberto Cappi

PER ALDO DOSOLI, BANCARIO E AMICO

ma che cos'è la morte Aldo?
una sosta alle porte della banca
un passaggio dallo stanco vivo
dell'esistenza all'essere senza
attivo tenendo in conto il
tremendo del canto, il saldo

da Poesie 1973 - 2006, a cura di Mauro Ferrari, puntoacapo Editrice, 2009

mercoledì 9 maggio 2018

Lois Pereiro

A TE, UNICA DA E PER SEMPRE

a Te, unica da e per sempre,
qualsiasi cosa tu faccia e ovunque tu sia

per Lei, che mi ha recuperato senza dolore fra
poesie; tutto ciò che posso e che ancora ho

per Lei, Lei e Lei,
al mio fianco sempre, e io in loro

e a tutte Loro, quelle che furono, sono e saranno
oggetto e causa
di quest'amore che resuscita illimitato

traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 7 maggio 2018

Francesco Dalessandro


DUE POESIE

*

Non c’è ora che ignori chi tu sia o come
tu sia. Ti riconosco nella luce bambina
dell’alba – mentre ancora addormentata
ti penso. Altri no non ti possono cercare
né conoscere: allusioni e pretesti
della vita ti nascondono. Afferrarti seguirti
nel ricordo degli anni dei nomi sarebbe
come perderti. Io no. Ti ho conosciuta
così chiusa al passato alla storia così nuda
d’equivoci senza perdono. E così ti riconosco.
Così mia durante gli anni e nelle incerte
parole di un dialogo interrotto, mille volte
e mille volte ripreso, rimandato senza
chiederti nulla domandando di sbagliare.


*

Ti guardo e vivo dentro mondi
lievi fragili. Il tempo misura
la vita in anni giorni ore minuti
ma un minuto può essere un secolo

una vita un amore. Mi riparano
tetti. No, nubi cieli. Ancora meno,
aria nulla. E non cammino in terra
non calpesto più il suolo ma volo.

La vita è breve e leggera scivola
via senza scie né impronte
e se vuoi condividerla non devi

cercare orme o ricordi ma lievi
ombre le labbra gli occhi il palmo
della tua mano, perché là io vivo.



da Aprile degli anni, Puntoacapo, 2010