mercoledì 20 giugno 2018

Lois Pereiro


LUCI E OMBRE DI UN AMORE 

VIII


(... come vuoi che io ti ami da adesso, unica storia vera che è stata mia)


Hai lasciato nel mio corpo la tua presenza
spargendo il tuo incanto nei miei occhi
che non si rannuvoleranno di lacrime
perché non marcirà per altro tempo
la nostalgia divenuta cadavere

ed esploreremo la geografia
del nostro amore eterno correggendola
se ti apri nuovamente con dolcezza
al mio amore vigile e assente
accetti che te lo consegni
e poi te ne vai

verso il futuro in libertà
condivisa con la tua propria vita
e amata per sempre.

Giugno ’95


Traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 18 giugno 2018

Francesco Dalessandro


DAL CINESE
(di Chang Hêng)

(era speranza, desiderio, sogno di un tempo che non c'è più, né ci sarà...)


Abbiamo chiuso la porta e acceso la luce.
La stanza e il nostro amore sono ben illuminati.
Tu lasci cadere i vestiti, io tutti i pensieri
che potrebbero distrarmi dall’amarti.

Finalmente gusteremo tutti i piaceri,
anche quelli che gli amanti non sanno provare.
Mai niente eguaglierà le delizie della notte
e noi fino all’ultima ora ne godremo il ricordo.

19.06.71


(inedita)

venerdì 15 giugno 2018

Michelangelo Buonarroti

MILLE RIMEDI INVAN L'ANIMA TENTA

Mille rimedi invan l'anima tenta:
poi ch'i' fu' preso alla prestina strada,
di ritornare endarno s'argomenta.
Il mare e 'l monte e 'l foco colla spada:
in mezzo a questi tutti insieme vivo.
Al monte non mi lascia chi m'ha privo
dell'intelletto e tolto la ragione.

da Rime, BUR, 1975

mercoledì 13 giugno 2018

Edoardo Ferri


LE NOSTRE PAROLE

Le nostre parole non sono 
che segni, non rumore o brusio
ma piccole perle silenziose
in circolo negli emisferi;
e se adesso non vuoi parlare
posso leggerti le tenui labbra 
che indicano nebulose,
dove regna il silenzio
quello vero, che non ha forma
né regola e ignora nomi
verbi o aggettivi, ma è soltanto
grammatica del cosmo 
nella notte e nel tempo.

(inedita)

lunedì 11 giugno 2018

Ana Rossetti


È COSÌ BELLO LASCIARE CHE ENTRI

È così bello lasciare che entri
nel mio letto e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa
avrà il sapore delle fragole, aspro –
assistere all’espressione inesperta
della sua anatomia, che non sa usare
ancora, mostrare il rosato castone
al suo dito indeciso, mentre in dosi
perfide e precise gli si somministra
l’audacia. È così bello pervertire
un ragazzo, distillargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile all’ultimo rantolo
di un agonizzante, che è impossibile
non ucciderlo pian piano mentre eiacula.

Traduzione di F.D.


venerdì 8 giugno 2018

Silvio Raffo

ALBA DEL TEMPO

Stava il fanciullo immobile nel sole
del suo giorno fatato. Il chiaro lago
del tempo i fianchi gracili baciava.

Era il suo labbro muto di parole,
ed il suo sguardo innamorato e vago
a invisibili forme s'incantava.

da Corpo segreto, LietoColle, 2017

mercoledì 6 giugno 2018

Francesco Dalessandro


PONTE SISTO

   Se questo ponte entrerà nella nostra
mitologia avrà il posto che compete
alla bocca che sazia la sua sete
sulle tue labbra, nella bianca chiostra
    dei denti; ovvero agli occhi che ti mostrano
alla mente stupita che si chiede
quale merito ho avuto che prevede
te premio caro; alle mani che giostrano
    fra i tuoi capelli o ti sfiorano il seno
dolcissimo e terribile, nel pieno
sole del giorno estivo; anche alle bocche
    che parlano annunciando solo poche
verità... Questo ponte, nell’acerbo
trovarci, avrà il mio slancio, il tuo riserbo.

(inedita)

lunedì 4 giugno 2018

Francesco Tomada

UNA FORMA DI GELOSIA

Ti sei addormentata ancora nuda
adesso il tuo torace si muove lentamente
lo sento appoggiandoti le mani sulla pelle
penso al fiato veloce di prima
che era tuo e nostro insieme
mentalmente faccio la differenza
per capire quanta parte del tuo respiro
sia dedicata a me

venerdì 1 giugno 2018

Antonio Machado

E IN UNA TRISTE NOTTE M'INCALZAVA

E in una triste notte m'incalzava
il terribile sprone dei miei passi...
Sentirsi camminare sulla terra
è cosa che spavento reca al cuore.
Gli è che la terra è morta... È nella luna
l'anima della terra,
e nelle chiare stelle.

Traduzione di Oreste Macrì

da Poesie scelte, Oscar Mondadori, 1987

mercoledì 30 maggio 2018

Francesco Dalessandro


LASCIA CHE DA QUESTO RUMOROSO MONDO

Lascia che da questo rumoroso mondo
indolente un canto (finché il canto
dice il vero) di pioggia entri al mattino
(miracolo più grande del respiro)
e ferisca il risveglio apra germogli
nuovi nel cuore. No non chiederti
per quale merito per quale buona
azione ti è donato ma lascia la notte
svanire e disperdersi in un nuovo
giorno e mentre milioni di persone
chiedono vita riconoscente tu accetta
la benedizione di una tale bellezza
e innocenza, abbastanza per gli anni
avvenire.

da Aprile degli anni, puntoacapo, 2010

lunedì 28 maggio 2018

Francisco de Quevedo


AMORE COSTANTE AL DI LÀ DELLA MORTE


Gli occhi miei potrà chiudere l’estrema
ombra che a me verrà col bianco giorno;
e l’anima slegar dal suo soggiorno
un’ora, dei miei affanni più sollecita;

ma non da questa parte della sponda
lascerà la memoria dove ardeva:
nuotar sa la mia fiamma in gelida onda,
e andar contro la legge più severa.

Un’anima che ha avuto un dio per carcere,
vene che a tanto fuoco han dato umore,
midollo che è gloriosamente arso,

il corpo lasceranno, non l’ardore;
anche in cenere, avranno un sentimento;
saran terra, ma terra innamorata.

Traduzione di Vittorio Bodini

da Sonetti amorosi e morali, Passigli 2001

venerdì 25 maggio 2018

Renzo Barsacchi

ED ALTRE COSE

La molletta forgiata a coccodrillo
sembra mordere il panno, che sorregge,
disteso ad asciugare.
Immagine di quanto innocuamente
la verità ci afferri. Cessato il bisogno,
è riposta nell'ombra delle cose
necessarie. Ed altre
urgono intorno, finché il giorno si colmi
di momentanee imprese ed alla notte
ceda e cedano al sonno i misteri.
Quante strade il dolore inutilmente
ci apre. Ma dell'effimero
nulla puoi rimandare. Soltanto
ciò che è dell'anima può attendere.

da Desiderio eterno, a cura di Massimo Morasso, Santi Quaranta, 2006

mercoledì 23 maggio 2018

Achille Serrao

L'INDIZIO

per Alessandro, il mio re

Dall'ombra tenera dell'ombra, dalla sua messinscena
"Di là dal velo brumoso e il dosso ... di là
segnato sulle carte" recita l'uomo con il gufo
sull'omero, il gitano che nobilmente passa
la spalletta (somiglia a un dio
pronto ad altro nubifragio) e in buona
diffidenza purché un indizio gli domando
sia, un passaggio di fortuna ...
                       "Di là..." annega le parole nella voce
fonda, tinna alle orecchie nobili una sua
luna e " ... animella oh faterella" ride con gli occhi fusi il mio
re sotto quel lucernario fertile di giochi, "luna
calante" per questo inesplorato
sentiero si scollina "gobba a levante" verso il fiume
sulle orme di uccelli di passo.
Allora per di là quando ad oriente
la costellazione s'è accesa e duttile in filacce
di cirri in spettri s'allenta, allora luminoso
                            e quanto
per di là inventa al di sotto degli anni il mio re
                            la pista attesa.

(1980)

da Percorsi - Achille Serrao, a cura di Luca Benassi, puntoacapo Editrice, 2013


lunedì 21 maggio 2018

Philip Larkin

ALBA

Mi sveglio e sento il grido
del gallo da lontano,
scosto le tende
e guardo le nuvole volare;
è strano come il mio cuore
sia senza amore
freddo come queste cose.

Versione di Attilio Lolini

da "Lengua", numero sesto, 1986

venerdì 18 maggio 2018

Edna St. Vincent Millay

IL FILOSOFO

Cosa sarai mai tu che ti desidero
da rimanere insonne tante notti
quanti i giorni che esistono
a piangere per te?

Cosa sarai mai tu che, se mi manchi,
nell'intreccio dei giorni io resto sempre
intenta al vento
e fissa alla parete?

Conosco un uomo di migliore tempra
e almeno venti altrettanto gentili.
Che cos'hai di speciale tu per essere
il solo che possieda la mia mente?

Le donne non ragionano, si sa -
lo dicono anche i saggi -
ed io che cosa sono, perché debba
amare in modo giusto e razionale?

Traduzione di Silvio Raffo

da L'amore non è cieco, Crocetti, 2001

mercoledì 16 maggio 2018

Luciano Erba

NEL BOSCO

e tu pensavi che come a un saggio orientale
ti bastasse stare addossato a gambe incrociate
alle radici sporgenti di un faggio
per allontanare il pensiero di lei
e diventare l'azzurro tra i rami
o magari formica corteccia filo d'erba

sono passati tre lenti fiocchi di nuvole
e sei ancora tu

ami, ma ami senza:
migliore esperienza?

da L'ippopotamo, Einaudi, 1989

lunedì 14 maggio 2018

José María Alvarez

SEI NOTTURNI

I
Se il tuo destino è già scritto
O se il caso ti conduce
Come il vento le foglie,
Che importa.
Tuo è il viaggio e tuoi sono i porti,
Perché nell'ignoranza scegli
E con la tua carne paghi.

II
Un uccello che attraversa
I cieli, l'ombra di una nube
O la luna nel mare,

Così passa l'amore.
E dimenticherai
Come il viaggiatore dimentica.

III
Gli infiniti labirinti
Dell'arte e dell'amore.
Ogni notte ritornano
Questi affanni misteriosi
Inutilmente.
                E poi, il sonno,
Più misterioso ancora,
Ti prende.
Il sole che sorge
Illuminerà un uomo che si domanda
Chi ha scritto quei versi
Che vede sul tavolo, chi ha amato la donna
Che dorme a lui accanto.

IV
L'amore t'invecchia
Come il mare i marinai.

V
Non interrogare il cielo indifferente
E non guardare con timore la tua carne.
Non saprai mai,
Nemmeno quando ti passerà vicino,
Qual è il tuo Destino,
Né quali strani cammini disposero
Ai tuoi piedi gli dèi.

VI
La sola cosa che devi comprendere,
La sola cosa che meriti
La pena che tu comprenda,
È la tua solitudine.

Traduzione di Stefano Arduini

da "Lengua", numero primo e secondo, 1983


venerdì 11 maggio 2018

Alberto Cappi

PER ALDO DOSOLI, BANCARIO E AMICO

ma che cos'è la morte Aldo?
una sosta alle porte della banca
un passaggio dallo stanco vivo
dell'esistenza all'essere senza
attivo tenendo in conto il
tremendo del canto, il saldo

da Poesie 1973 - 2006, a cura di Mauro Ferrari, puntoacapo Editrice, 2009

mercoledì 9 maggio 2018

Lois Pereiro

A TE, UNICA DA E PER SEMPRE

a Te, unica da e per sempre,
qualsiasi cosa tu faccia e ovunque tu sia

per Lei, che mi ha recuperato senza dolore fra
poesie; tutto ciò che posso e che ancora ho

per Lei, Lei e Lei,
al mio fianco sempre, e io in loro

e a tutte Loro, quelle che furono, sono e saranno
oggetto e causa
di quest'amore che resuscita illimitato

traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

lunedì 7 maggio 2018

Francesco Dalessandro


DUE POESIE

*

Non c’è ora che ignori chi tu sia o come
tu sia. Ti riconosco nella luce bambina
dell’alba – mentre ancora addormentata
ti penso. Altri no non ti possono cercare
né conoscere: allusioni e pretesti
della vita ti nascondono. Afferrarti seguirti
nel ricordo degli anni dei nomi sarebbe
come perderti. Io no. Ti ho conosciuta
così chiusa al passato alla storia così nuda
d’equivoci senza perdono. E così ti riconosco.
Così mia durante gli anni e nelle incerte
parole di un dialogo interrotto, mille volte
e mille volte ripreso, rimandato senza
chiederti nulla domandando di sbagliare.


*

Ti guardo e vivo dentro mondi
lievi fragili. Il tempo misura
la vita in anni giorni ore minuti
ma un minuto può essere un secolo

una vita un amore. Mi riparano
tetti. No, nubi cieli. Ancora meno,
aria nulla. E non cammino in terra
non calpesto più il suolo ma volo.

La vita è breve e leggera scivola
via senza scie né impronte
e se vuoi condividerla non devi

cercare orme o ricordi ma lievi
ombre le labbra gli occhi il palmo
della tua mano, perché là io vivo.



da Aprile degli anni, Puntoacapo, 2010

venerdì 4 maggio 2018

J. Rodolfo Wilcock

RISVEGLIO

Già, possiamo stupirci di essere ancora vivi!
Ogni mattina il sonno che ci aveva sommersi
come un lago prosciugato si ritira
e ancora umidi ci lascia sulle sponde,
davanti al bosco o fabbrica o luna park
o cimitero di una nuova giornata.

da Poesie, Adelphi, 1980



mercoledì 2 maggio 2018

Achille Serrao

PRIMMA CA SAGLIE 'A LUNA

Primma ca saglie 'a luna
acàlame na sporta 'e parole
'mmescate, parole 'e vinchie 'ntrezzate
una lèggia n'ata tunnulèlla, aria e aria, 'o cielo
l'uocchie 'e na morte piccerella...
                            quanno 'o nniro è chiù niro
acàlame 'e pparole p''e scippacentrélle
'e chistu munno...
               Cu nu poco 'e fortuna
               ca sta saglienno 'a luna.



PRIMA CHE SALGA LA LUNA

Prima che salga la luna
calami una cesta di parole
infette, parole di vimini intrecciate
una leggera, una rotondetta, aria e aria, il cielo
gli occhi di una morte giovane...
                        quando il buio è più buio
calami parole per i malanni
di questo mondo...
                Con un po' di fortuna
                ché sta salendo la luna.

da Percorsi: Achille Serrao, a cura di Luca Benassi, puntoacapo Editrice, 2013

lunedì 30 aprile 2018

Lois Pereiro

   (E tutto questo per rendere la vita una dose indolore di esistenza vera, con il suo sole e la sua ombra; e dal Sogno Eterno, dal Big Sleep, un altro ben più piccolo...)


IF I DIE BEFORE I WAKE...

Il passato marcisce sotto terra
e il presente non scorre,
è un fiume morto.

Ma questa volta non ci sarà resurrezione
e il futuro è per forza altro da me.

Traduzione di Marco Paone

da Poesia ultima di amore e malattia, aguaplano, 2017

venerdì 27 aprile 2018

Alberto Cappi

LA REDENZIONE

                                                    a Francesco

La redenzione, Francesco,
è un balenio del cuore
un colore nell'affresco
delle ore dell'io

da Poesie 1973 - 2006, a cura di Mauro Ferrari, puntoacapo Editrice, 2009

mercoledì 25 aprile 2018

J. Rodolfo Wilcock

VERSI PERSI NEL GRAN TRAMBUSTO

Treni, aerei, battelli, quanti ritorni
e sempre a te che ridi, canti, dormi,
tu luce della luce della mia luce,
tu mèta mobile dei miei movimenti.

da Poesie, Adelphi, 1980



lunedì 23 aprile 2018

Baldo Meo

PER L'INCONTRO

Purché ci sia una rosa
nel tuo piccolo giardino
nascosto tra le case,
purché si possa discorrere
con gentilezza confuciana
delle cose del mondo
e di ciò che ti mancava
quando eri lontana.

da Conservazione della specie, la collana - stampa, 2017

venerdì 20 aprile 2018

Francesco Dalessandro


LA POESIA

                                                                                       

Te beato – gli ho scritto – che confini
i versi nel cassetto e alla poesia
destini solo i resti della cena
e le concedi appena un’ora d’aria
ogni sera, beato se ti lecca
la mano con la quale la bastoni
invece io non riesco
a farmi una ragione della rabbia
con cui cerca di mordermi
se solo provo a farle una carezza

non è più la poesia che può salvarti
la vita – mi ha risposto – non è più
la parola il tuo balsamo hai smarrita
l’ironia la tua voce
s’è arrochita non resta che il silenzio

(inedita)

mercoledì 18 aprile 2018

Raffaela Fazio

BELLEZZA

C’è una bellezza
che sovrasta
e travolge a distanza.
Si riconosce
per la forza
che tutto ammutolisce
e per la coincidenza
tra l’apice e l’inizio
della fine.

Ma l’altra
non è data mai
in partenza.
La precede 
l’asprezza
il masticare lento 
il fare posto.
Poi accade
un capovolgersi
di altezze

se si stacca
dal fuoco passeggero
una lingua
tra i rovi
una lucentezza
che si conserva
ardente
nella prova.

da L'ultimo quarto del giorno, La Vita Felice, 2018

lunedì 16 aprile 2018

Francis Scott Fitzgerald

TRISTE CATASTROFE

Non vogliamo visite, dicemmo:
I visitatori vengono e se ne stanno seduti per ore e ore;
Vengono quando noi siamo già a letto;
Restano imprigionati qui dagli acquazzoni;
Vengono quando sono tristi e depressi
Bevono alla bottiglia del tuo cuore.
Una volta che sia vuota, la gaia orda,
urlando il Rubaiyat, se ne va.

Non mi facevo vedere: Stavo lavorando, gridavo;
Comparivo con la barba lunga, o non comparivo affatto;
Ero rimasto senza gin; la cuoca era morta
Di vaiolo e altre panzane del genere.
Sul tanghero e l'amico volgevo lo stesso
Occhio senza espressione, lo stesso tono impaziente:
Le persone dotate di bellezza, fama e intelligenza
Si accorgevano che desideravamo essere lasciati in pace.

Ma i seccatori, gli insopportabili e i maleducati -
Chiacchieroni, anime solitarie e ciarlatani -
Che fino a quel momento non avevano osato disturbare,
Ci trovarono soli, affluirono all'attacco,
Credettero che il silenzio fosse attenzione, la rabbia
Un'eco della loro ultima guerra,
Lieti che più non "fossimo di scena".
Ma la gente simpatica non venne più.

Traduzione di Domenico Tarizzo

da L'età del jazz, Mondadori 1990 

venerdì 13 aprile 2018

Juan Ruiz


DIALOGO

Leggero sospiro parole
all’ardente nostalgia del tuo volto,
se, fiore del tempo, il ricordo
rifiorisce perché, amore,  
in te sento perduto l’amore e
svanita ogni dolce speranza.

«Una vena di veleno c’è in te,
nei tuoi giorni, nelle sere solitarie,
nelle notti senza fuoco.
Arido cuore, il tuo corpo sfiorisce
se non lasci che l’infiammi
l’amore se chiudi a chi ti ama
ogni porta e ti chiudi in un vano
sacrificio mentre viene
l’autunno e già cade dolente
un rimpianto di foglie
ingiallite oh perdute speranze».
                               
Oh stagione dei frutti più dolci
oh dolce stagione di caldi
colori d’intensi profumi,
ultimo tempo della vita,
in te riconosco l’amore,
poi l’inverno verrà, con l’inverno
il gelo del cuore.


(inedita - ritrovata fra le carte del poeta)

mercoledì 11 aprile 2018

J. Rodolfo Wilcock

A UN AMICO ANZIANO

O uomo morale e vile
come fai danno a te stesso
ora che l'invidia senile
ha in te rimpiazzato il sesso!

da Poesie, Adelphi, 1980


lunedì 9 aprile 2018

Baldo Meo

CONSERVAZIONE DELLA SPECIE

La lucertola al sole sul rametto di rosmarino
tiene al caldo le uova che porta dentro.
È una presenza costante, un frusciare familiare
quando ti fermi a guardare la casa
da questo sedile di sassi e mattoni, fresco
sotto l'olmo che rilascia i semi
al piccolo vento che sale dalla valle.
Non sono segni misteriosi, non pale di altare,
non ali incandescenti di angeli pieni di gloria.
L'auto si avvicina al cancello
e io sono un parziale rifugio del silenzio.

da Conservazione della specie, la collana - stampa, 2017

venerdì 6 aprile 2018

Elizabeth Barrett Browning


SONETTI DAL PORTOGHESE

XXIX

Penso a te! – e i miei pensieri si avvolgono
e sbocciano intorno a te come viti
selvatiche a un albero, gettando larghe foglie,
e subito si vede solo il verde groviglio
che nasconde il fusto. Oh, ma sia inteso,
mia palma! Non sono i miei pensieri
di te che voglio, ma te stesso, migliore
e più caro. Anzi, la tua presenza presto 
ridammi. Scrolla i rami come un forte albero,
libera il tronco, spezza e spargi a terra
i verdi lacci che ti accerchiano, ché nella
gioia profonda di udirti e vederti,
respirando alla tua ombra aria nuova,
non penso a te – ti sono troppo vicina.


Traduzione di Francesco Dalessandro

da Sonetti dal portoghese, Il Labirinto, 2000

mercoledì 4 aprile 2018

Michele Colafato

DANZA ALL'APERTO

Lascia andare i pensieri 
prendi una pausa dalla preoccupazione
allontanati dagli schermi
e dai uno sguardo all’aperto  

Gli oleandri dondolano
i fianchi e i capelli adorni
di fiori rossi e ti guardano
la bouganvillea cinguetta sulle spalle del muro
il sambuco schiude gli ombrellini bianchi
e i tralci dell’edera dalle foglie larghe
con ritmo si chinano e rialzano

Ogni essenza è animata da simpatia
e risponde al vento offrendo
amicizia e sollievo dalla compulsione
E i rovi con la loro fiammeggiante
girandola di spine ne seducono lo stupore

Sotto il cielo meraviglioso è la danza
e il mistero

(inedita)