mercoledì 19 agosto 2015

Guillaume Apollinaire

ALLA SANTÉ


III

Dentro una fossa vado come un orso
ogni mattina a passeggiare
Giriamo sempre giriamo giriamo
e una catena (il cielo è blu) facciamo
Dentro una fossa come un orso vado
ogni mattina a passeggiare

Nella cella ch’è a muro con la mia
fu aperta l’acqua e scorre via
Con le sue chiavi che fa tintinnare
vada e venga la guardia se gli pare
Nella cella ch’è a muro con la mia
fu aperta l’acqua e scorre via

IV

Come fra queste mura m’intristisco
nude e dipinte a pallidi colori
Sulla carta una mosca a fitti passi
percorre le mie righe ineguali

Che ne sarà di me Dio che conosci
il mio dolore Tu che me l’hai dato
abbi pietà degli occhi miei che senza
lacrime sono, e il mio pallore, e il suono
del mio sgabello incatenato,
e tutti i cuori che nella prigione
battono, e l’amor mio che mi accompagna,
soprattutto pietà della ragione
che mi cede, già debole, e di questa
disperazione che la guadagna


Traduzione di Eurialo De Michelis


da Poesie, Nuova Accademia Editrice, 1960

(segue)

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