lunedì 21 marzo 2022

Piero Bigongiari

 AUTORITRATTO


La folgore che ha inciso a fuoco il tronco

della mia vita ha fatto sì che parte,

la più sorpresa, di essa, via volasse

tra luce e incandescenza, e l'altra fosse

un tronco oscuro radicato a terra.


Tra ciò che erra e ciò che qui rimane,

nutrito ancora dalle sue radici

- o di esse prigioniero? - si disserra

un celeste pensiero o un patto oscuro?

Che cosa hanno deciso? Io dove ero?


Da quale èarte è vòlto il mio viso?

Chi ascolto, il sorriso se nel fuoco

più struggente nasconde la sua fiamma?

Tra oscure fermezze e luninose

derive, io ne so ancora così poco.


Perplexus in aenigmate, direte.

Direi: nella perplessità enegmatico

se il viatico è quello della folgore.

Tutto il resto è uno statico consistere

in un luogo remoto perché certo,


luce nel fuoco, oggetto nel soggetto,

consunzione nel permanere. E' difficile

la lezione anche se necessario

è accettarne l'opzione. E' nell'aria

che ci chiama e ci aspetta quella stella.


E' la luce dell'angelo che ha fretta

di pentirsi dopo averci lasciato

soli nella via stretta del peccato?

Dovresti dirgli solo: "Ho amato

come se fossi sulla via retta".


31 dicembre '95


da Tra splendore e incandescenza, Pizzini Editore, 1996

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