mercoledì 8 gennaio 2020

Marica Larocchi

ADAGIO SGUSCIANDO DAL VIAGGIO

1
Di soppiatto esordisce con lente
evoluzioni di sogni che scricchiolando
strizzano pensieri ancora intrisi
d’amnio, se le nubi dei pronostici
si lasciano convincere dal miraggio
fosforescente di un porto. Né sensi
né passioni fanno da scorta alle lunghe
litanie dei litorali: soltanto nastri
di molle bitume segnalano risacche
foriere di ritorni.

2
Nella rada offriamo ancora
manciate di pollini e spore
che anneghino le nostre esitazioni,
impalliditi all’idea di una rotta
per arcipelaghi ignoti e meandri
interiori. E, prossimi agli approdi,
vediamo affiorare nuove
costellazioni dai timbri del grande
portolano ma non sappiamo,
adagio sgusciando dal viaggio,
perché tanto ci turbi l’insolente
sorriso del nocchiero.

3
Poi tutto alla fine si frantuma
nella bonaccia indolente sotto il faro
di oracoli bolsi e balbuzienti.
Forse attraccare là donde
non siamo mai salpati
è l’impresa più dura quando
brulica ormai nelle secche
del sonno un anfibio rancore
che neppure scogli a fior d’acqua
hanno smussato.

da Forse un altrove. Ipotesi di viaggio attraverso la poesia

antologia di prossima pubblicazione presso “Il Labirinto”

Nessun commento:

Posta un commento