lunedì 16 maggio 2022

Silvio Raffo

 IL TACCUINO DEL RECLUSO


Il mio taccuino ha i bordi levigati

come il libello di Catullo netti.

Con cura annoto i versi appena nati

sulla pagina, belli e benedetti.


IX

Si congela il rigore dell'inverno

in calma sospensione adamantina.

Nel silenzio incantato ci avvisina

il costante contatto con l'Eterno.


X  -  (to yourself)

Prima che inaridisse il tuo germoglio

tu eri la mimosa sensitiva

che s'apre e si richiude senza orgoglio -

tu di tutte le linfe la più viva.


XI

Ben chiuse e sigillate le tue porte

che alla speranza sbarrano ogni ingresso -

Reame ti sei fatto di te stesso.

La clausura del cuore è pura Morte.


XVI

Trasumanare è l'unica avventura -

annullare del corpo ogni barriera -

del tempo valicare la frontiera.

Questa è dell'Infinito la misura.


XVII

Distilla di quest'intimo liquore

ogni goccia con fervida pazienza:

la gioia consapevole non muore,

si dissolve in perenne evanescenza.


da Il taccuino del recluso, InternoPoesia, 2021



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