venerdì 10 giugno 2011

GENERAZIONI DI FOGLIE





La specie umana come generazioni di foglie. Il tema fu introdotto da Omero (Iliade VI, 145-149, e anche XXI, 462-466), ripreso da Mimnermo e da Virgilio (Eneide, VI, 305-312), più tardi da Dante (Inferno, III, 112-117). Particolare fortuna sembra aver avuto nell’Ottocento, trattato da diversi poeti (Shelley nell’ultima strofe dell’Ode to the West Wind, Lamartine, Leopardi nella sua piccola Imitazione, il russo Tjutčev, Gerard Manley Hopkins), e ad inizio Novecento (Rilke, Trofa e Ungaretti).
Ognuno di questi poeti, nel corso del tempo, ha ripensato l’antico tema a suo modo, introducendo variazioni di tono, ovvero privilegiando, nella similitudine fra gli uomini e le foglie, la caducità o la brevità della loro vita, la loro dispersione, ma anche la rinascita e il rinnovamento.
Lunedì avete letto Mimnermo, nella versione di Quasimodo; mercoledì, i poeti dell’Ottocento, da Shelley a Hopkins. Oggi, ecco Rilke, Trofa e Ungaretti.



RAINER MARIA RILKE (1875-1926)
Autunno

Le foglie cadono da lontano, quasi
giardini remoti sfiorissero nei cieli;
con un gesto che nega cadono le foglie.

Ed ogni notte pesante la terra
cade dagli astri nella solitudine.

Tutti cadiamo. Cade questa mano,
e così ogni altra mano che tu vedi.

Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno
con dolcezza infinita le tiene nella mano.

Traduzione di Giacomo Cacciapaglia
da Poesie, Einaudi-Gallimard, 1994



LUIGI ANTONIO TROFA (1879-1936)


Steme comm’a la fronne sotte vierne:
ze reie e nen ze reie ’mbacce a la chiante.

Stiamo come la foglia sotto inverno: / si regge e non si regge sulla pianta.

(Fronte dell’Isonzo, agosto 1916)

da Giuseppe Rosato, Sentimento del Molise in Luigi Antonio Trofa, per Banca Popolare del Molise, Campobasso, 1972


GIUSEPPE UNGARETTI  (1888-1970)
Soldati

Si sta come  
d’autunno  
sugli alberi  
le foglie.

(Bosco di Courton, luglio 1918)


da Vita d’un uomo, Meridiani Mondadori, 1971


3 commenti:

  1. alla redazione, grazie per il continuo contributo alla settimana che così si sfoglia più riccamente.

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  2. linatentori@libero.it6 luglio 2011 alle ore 13:22

    Povero Rilke! Avrebbe meritato un miglior traduttore...

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  3. Stando a quanto pubblicato, parrebbe quasi che Ungaretti abbia tradotto in lingua, prosciugandolo, il distico di Trofa. Impressionante la somiglianza delle due mini liriche, originate nello stesso teatro di guerra.

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