venerdì 24 dicembre 2021

Francesco Dalessandro

 

ESILIO

 

 

Dove volate, rondini, nel sole

che si abbruna? con l’ansia sulle piume

nella luce matura dove andate?

quale assillo vi chiama dalle rame

dei pini dalle torri dei quartieri?

dove vi spinge a quale avara gioia

lontana l’aria fresca della sera

mentre salpa la nave del mio esilio?

 

Spiegami, luna, il cuore della notte

che mi sorprende qui e mi confina

che disegna visioni di deserti

o di tundre dell’anima o paludi,  

scendi sull’irrequieto mare nero

dove mi sbarca l’ira e dove mente

anche la verità quando la sorte

viene da un dio vendicativo e sordo

 

Sulle tue rive, mare, anche lo sbarco

di coloro che tornano è naufragio

e smemorante sonno che tu irato

levighi o sordamente avido abbracci

mentre chi sbarca vivo si tormenta

per tutto quel che s’è lasciato dietro        

per chi si è perso sciolto nel tuo sale

o stretto dai tuoi ghiacci senza fine                    

 

Sei dura, terra, e inospitale al cuore

di chi insonne ora scrive tristi versi

e li invia come rondini migranti

alla patria alla moglie ai pochi amici

lontani e indifferenti ai suoi lettori

futuri ora impensabili su questo

morto mare di ghiaccio destinato

d’imperio al suo dolore e al silenzio


(inedita)

 

 

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